Roma, cantiere da 13 anni per la Metro C, cittadini in piazza l’8 marzo: “Rivogliamo indietro il nostro parco”

Roma, piazza Celimontana

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Roma, nel rione Celio torna a salire la tensione attorno al cantiere della metro C che dal 2013 occupa l’area verde tra piazza Celimontana e largo della Sanità Militare. Residenti e associazioni parlano di un sacrificio urbanistico ormai sproporzionato: un parco promesso “a fine lavori”, diventato invece un fronte aperto da oltre un decennio. E l’ipotesi di prolungare la presenza del cantiere, legata alla logistica del futuro tratto Venezia–Farnesina, ha riacceso la mobilitazione.

Un’area verde bloccata dal 2013: il Parco della Pace che non arriva

Il punto, per i cittadini del Celio, non è solo la durata del cantiere, ma il saldo complessivo tra infrastrutture e vivibilità. L’area destinata a tornare fruibile come Parco della Pace è rimasta di fatto sottratta alla quotidianità del quartiere: meno spazio pubblico, meno verde, più cantierizzazione e impatti indiretti sulla vita di residenti e famiglie. A distanza di 13 anni dall’apertura dei lavori, la richiesta diventa una: chiudere quella parentesi e restituire il parco.

Domenica 8 marzo alle 10: presidio simbolico nel rione Celio

La protesta prende forma in un presidio simbolico fissato per domenica 8 marzo, ore 10, proprio nell’area interessata dal cantiere. L’iniziativa è promossa dai residenti insieme all’associazione Progetto Celio, con un messaggio mirato: riportare la discussione sul terreno delle priorità urbane e della responsabilità amministrativa. L’obiettivo dichiarato non è alzare i toni, ma ottenere tempi certi, impegni verificabili e un percorso trasparente per il ripristino dello spazio verde.

L’effetto annuncio: il prolungamento legato alla tratta Venezia–Farnesina

A innescare l’ultimo scatto è l’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri sul prolungamento del cantiere come supporto logistico della futura tratta Venezia–Farnesina. Secondo i residenti, l’idea di mantenere l’area occupata “per altri 10 anni” segna una soglia politica oltre che urbanistica: dopo un decennio di attesa, la prospettiva di un’ulteriore estensione appare incompatibile con la promessa originaria di restituzione del parco e con la tutela degli spazi pubblici rionali.

Le richieste a Comune e Metro C Spa: tre punti, una scadenza morale

Dal presidio arrivano richieste puntuali rivolte a Comune e Metro C Spa, con una linea che mira a riportare il confronto su atti concreti: rimozione immediata del cantiere e avvio urgente dei lavori di ripristino del parco a piazza Celimontana. Coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte su ricostruzione e riqualificazione dello spazio verde. Soluzioni alternative di logistica per la tratta Venezia–Farnesina, evitando l’uso a lungo termine di spazi pubblici del quartiere.

La strategia istituzionale: “garanzie certe” e alternative praticabili

Parallelamente alla mobilitazione pubblica, Progetto Celio riferisce di essere impegnata su un fronte meno visibile ma decisivo: “tutte le vie istituzionali” per contrastare il mantenimento del cantiere e ottenere garanzie certe sul ripristino del parco. Il nodo resta la compatibilità tra grandi opere e micro-territori: il Celio chiede che la città non scarichi su un rione costi sociali e ambientali senza un progetto di restituzione chiaro, misurabile e condiviso.