Roma, caos taxi: bando da 1000 licenze salvo, ‘assalto’ dei ‘sostituti tassisti’ respinto, ma la graduatoria va riscritta

Roma, sullo sfondo il Colosseo e un taxi, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Patanè

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Roma, il Tribunale Amministrativo del Lazio ha chiuso la porta in faccia al ricorso del Comitato dei sostituti alla guida dei taxi di Roma, quelli che da anni lavorano “in appoggio” ai titolari e che chiedevano più corsie preferenziali nel concorso per le 1000 nuove licenze pro-Giubileo 2025. Tradotto: il bando delle 1.000 licenze del Campidoglio lanciato circa un anno fa non viene fermato e l’“assalto” giudiziario non produce l’effetto più temuto dalla Giunta Gualtieri, cioè la paralisi della procedura amministrativa. Procedura che, come noto, ha già subito vari e pesanti stop giudiziari e rallentamenti burocratici. La sentenza che respinge le richieste dei sostituti di azzerare il nbando porta la data di oggi, 2 gennaio.

Il punto politico: perché il TAR non entra davvero nello scontro di categoria

La decisione è una doccia fredda soprattutto per un motivo. Il TAR Lazio ha dichiarato il ricorso inammissibile per come è stato presentato, perché dentro un’azione “collettiva” convivono interessi potenzialmente opposti. In altre parole, in una galassia ampia come quella dei sostituti c’è chi vuole bloccare tutto e chi, magari, dalla procedura può guadagnare spazio e prospettive. È un passaggio pesante: dice che la battaglia non si vince con un ricorso “di categoria”, se quella categoria è attraversata da fratture interne.

Anche “nel merito” il segnale è chiaro: niente scorciatoie, decide il Comune

Pur non essendo obbligato a farlo, il TAR lascia un messaggio: le contestazioni sostanziali non reggono. Sulla richiesta di dare ai sostituti una preferenza forte, i giudici ricordano che l’esperienza può essere un titolo valutabile. Ma sta al Comune decidere quanto pesa. Senza trasformarla automaticamente in una corsia privilegiata. E sul punteggio aggiuntivo per l’esperienza, la scelta di calibrare i punti senza “schiacciare” tutti gli altri candidati viene considerata non irragionevole. È, di fatto, una difesa dell’impianto politico-amministrativo del bando.

Il contesto: la sentenza “di dicembre” che obbliga a riscrivere la graduatoria

Ed ecco perché, nonostante il ricorso dei sostituti sia stato respinto, il bando resta valido: la graduatoria va però riscritta, ma per un altro motivo. Il 12 dicembre 2025 il TAR ha accolto il ricorso di 70 candidati penalizzati dalla famosa scelta in domanda di concorrere per “entrambe” le tipologie di licenza: i punteggi non si toccano. Ma l’ordine sì, perché il merito non può finire dietro una casella spuntata. Non è un reset generale automatico. L’effetto pieno riguarda i ricorrenti, ma l’impatto politico investe tutti, perché ogni correzione a valle si ripercuote sulle priorità e sugli scorrimenti.

Che succede adesso: Gualtieri–Patanè tra correzioni, fiducia e rischio “storia infinita”

Ora la palla torna in Campidoglio: da un lato, la sentenza di gennaio disinnesca il fronte che puntava a far saltare il bando. Dall’altro, quella di dicembre impone correzioni che possono cambiare corsie d’accesso e tempi di chiamata. La sfida politica è evitare che l’aumento dei taxi—nato per rispondere a un bisogno reale—diventi l’ennesimo braccio di ferro permanente, a colpi di sentenze e contro-sentenze. Perché quando le regole cambiano in corsa, il tema non è solo chi vince o chi perde: è la fiducia dei cittadini nella capacità della città di garantire un servizio pubblico essenziale.