Roma, caos traffico e Atac ‘squattrinata’, ma il Campidoglio mette 4 milioni sui varchi ZTL in uscita: “È davvero questa la priorità?”

Roma, sullo sfondo, traffico al Colosseo, in primo piano il sindaco Roberto Gualtieri e l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè

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Mentre Roma arranca tra ingorghi cronici e trasporto pubblico a singhiozzo, con Atac senza soldi che batte cassa a palazzo Senatorio, il Campidoglio piazza sul tavolo un investimento da 4 milioni di euro di fondi pubblici UE per installare nuovi varchi elettronici in uscita alla ZTL – centro storico. Non parliamo di nuove strade, manutenzione di quelle esistenti, di semafori intelligenti, dossi salva-pedoni, di nuovi bus, né tantomeno di un piano straordinario anti-traffico. Parliamo ‘solo’ di più telecamere e controlli sui transiti in uscita nella ZTL centro. Un intervento presentato come “modernizzazione” e “rafforzamento”, mentre in strada la città si muove – quando va bene – a passo da lumaca, sui mezzi pubblici come in auto.

Tanto clamore, ma sui costi silenzio assoluto

Di questi varchi il Campidoglio parla ovunque. È uno di quei provvedimenti che l’amministrazione ha saputo raccontare bene, con tanto di video intervista dell’assessore alla mobilità Patanè sui media nazionali, rilanciandolo attraverso i grandi canali informativi e il circuito della comunicazione istituzionale. Peccato che, dentro quel racconto, ci sia un buco grande quanto la tangenziale est: i costi. Su quanto sarebbe costato “blindare” la ZTL, almeno nel dibattito pubblico, non si è sentita mezza parola. E allora lo facciamo noi: 4 milioni di fondi pubblici UE Programma PN METRO Plus 2021–2027 (inseriamo il documento alla fine di questo articolo in formato scaricabile).

Il messaggio politico: più controlli, non più alternative

La narrazione ufficiale del Campidoglio è semplice e furba: più varchi uguale più rispetto delle regole. Ma il punto non è pizzicare chi entra dove non deve. Il punto è un altro: questa non è una scelta che migliora la mobilità, non aumenta l’offerta di trasporto, non accorcia i tempi dei bus, non rende più affidabile la metro. Aumenta solo la capacità del Comune di vedere, registrare, sanzionare e, in soldoni, fare cassa. Utile? Forse sì. Prioritario? Qui nasce la perplessità.

Roma prigioniera del traffico: e i cittadini pagano due volte

La capitale del traffico: ore buttate e produttività persaI numeri, fuori dal Campidoglio, raccontano una città inchiodata. Nel Global Traffic Scorecard 2025 di INRIX pubblicato a fine dicembre, Roma risulta tra le città più congestionate al mondo: 17ª, con 76 ore perse nel traffico per automobilista in un anno, in peggioramento rispetto all’anno precedente.

Trasporto pubblico: talmente “scarso” da generare rimborsi

Se il traffico è un incubo, il trasporto pubblico non è esattamente la via di fuga. A dicembre 2025, persino Reuters (la prestigiosa testata giornalistica internazionale) ha riportato che Atac offrirà rimborsi dopo un’indagine dell’Autorità Garante per pratiche commerciali scorrette legate a standard di servizio non rispettati (puntualità, impianti in stazione, sicurezza).

Non è un mutuo, non è bilancio ordinario: ma sono sempre soldi pubblici

La difesa d’ufficio del Campidoglio è prevedibile: “non sono soldi del bilancio ordinario, non è un mutuo, sono fondi di programma”. Vero. Non stiamo parlando di un mutuo che pesa sul debito dell’ente. Ma il punto non cambia: sono risorse pubbliche UE vincolate alla mobilità e la domanda resta politica, non ragionieristica. Anche se arrivano da un contenitore dedicato, quei milioni potevano essere orientati verso interventi percepiti come più urgenti? Del resto, alla luce dei recenti maxi mutui accesi dal Campidoglio per la ‘mobilità ordinaria’, la domanda sorge spontanea. Corsie protette e rialzi pedonali (pagati con oltre 10 milioni di mutuo), semafori intelligenti (pagati oltre 7 milioni di mutuo), manutenzioni strategiche delle strade affidate a Risorse per Roma (pagate con 58 milioni euro circa di mutuo), nodi critici Black Point (articolo 1 e articolo 2 costati circa 3 milioni di euro di mutui), ci fermiamo ma potremmo proseguire con una lunga serie di interventi tutti recentissimi.

La domanda che resta: Roma si governa con i varchi o con i trasporti?

Qui non si tratta di essere pro o contro la ZTL centro e i nuovi varchi pagati con 4 milioni di fondi UE. Si tratta di capire che tipo di città si vuole costruire e su quali priorità. Perché puoi stringere le maglie quanto vuoi della ZTL, ma se non offri alternative credibili – metro funzionante, bus regolari, rete stradale efficiente, sicura e scorrevole senza accendere nuovi maxi mutui trentennali – gli obiettivi a cui dare priorità dovrebbero esser diversi. E trasformare la mobilità in centro in una sequenza di divieti e sanzioni, di debiti a carico dei romani, più che in un sistema che funziona sembra una presa in giro a carico dei romani stessi. E allora sì, il dubbio resta, anzi cresce: quattro milioni di fondi UE per controllare le uscite dal centro storico mentre Roma affonda nel traffico e nei disservizi… davvero non c’era di meglio e di più prioritario da fare, assessore alla Mobilità di Roma Eugenio Patanè?