Roma, casa crollata da 10 anni, ma il Comune chiede l’IMU ai proprietari: cartelle da migliaia di euro per un palazzo che non esiste più

via della Farnesina 5

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Hanno perso la loro casa 10 anni fa, a causa di un crollo improvviso avvenuto nel 2016. E adesso il Comune di Romachiede loro di pagare l’IMU, anche se la palazzina non esiste più, demolita completamente nel 2017, e al suo posto ci sono solo erbacce.

“Quel giorno sembrava fosse arrivato un terremoto. Solo che aveva colpito esclusivamente noi, gli inquilini della palazzina di via della Farnesina 5“, racconta uno degli ex abitanti. “E adesso ne è arrivato un altro, dal Comune”.

Il crollo e la demolizione della palazzina

La vicenda ha dell’assurdo, ma è vera. La palazzina, abitata da 9 nuclei familiari, nel 2016 all’improvviso subisce un importante crollo strutturale e viene dichiarata completamente inagibile. Le famiglie sono costrette a lasciare immediatamente le loro abitazioni e a trovare altre soluzioni, perdendo di fatto le loro case: non hanno di certo la possibilità di venderle. Alcuni devono ancora finire di pagare il mutuo, altri hanno appena terminato, ma tutti sono accomunati dalla disperazione di dover ricominciare con un’altra importante spesa.

L’anno successivo, dopo che attraverso studi viene scoperto che il crollo è dovuto a delle infiltrazioni provenienti dal sottosuolo, dove passava in precedenza un corso d’acqua diretto verso il Tevere, i tecnici capiscono che non c’è modo di salvare la palazzina e viene deciso l’abbattimento totale, vista la sua pericolosità. La struttura viene rasa al suolo e i suoi ex abitanti dicono addio a ogni speranza di poter recuperare i loro appartamenti.

Dieci anni dopo arrivano le cartelle IMU

Passano gli anni e le famiglie, ormai trasferite altrove, cercano di dimenticare quella ferita. Ma ecco che, a riaprirla, ci pensa l’amministrazione capitolina, con una lettera in cui viene richiesto il pagamento dell’IMU. Già, perché risultano proprietari di una seconda casa, dove non sono residenti.

Quella di via della Farnesina. Quella crollata, che non esiste più. Una casa vista cielo e stelle. Tipo la canzone di tanti anni fa cantata da Sergio Endrigo: “Era una casa molto carina, senza soffitto, senza cucina, non si poteva entrarci dentro, perché non c’era il pavimento”. Ma c’è, appunto, l’IMU da pagare. Per migliaia di euro, corrispondenti agli ultimi cinque anni, a partire dal 2020-2021, perché i precedenti ormai sono andati in prescrizione.

L’interrogazione in Campidoglio: “Una situazione raccapricciante”

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Stefano Erbaggi, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco e agli assessori competenti chiedendo chiarimenti sulle richieste di pagamento inviate ai proprietari degli appartamenti ormai demoliti. 

“È vergognoso l’approccio dell’Amministrazione Gualtieri che continua a richiedere il pagamento dell’IMU per immobili materialmente non esistenti da anni. In cinque anni di gestione non si sono neppure resi conto che quegli immobili non ci sono più”, attacca Erbaggi, definendo la vicenda “raccapricciante“.

Con l’interrogazione il consigliere chiede all’amministrazione se ritenga equo continuare a pretendere l’IMU per immobili che non esistono più, quanti atti di riscossione siano stati notificati dal 2017, se siano state individuate soluzioni con gli uffici catastali per regolarizzare la posizione dei proprietari senza aggravarne ulteriormente i costi e, soprattutto, se Roma Capitale intenda sospendere o riesaminare le procedure di riscossione già avviate, evitando nuovi contenziosi e ulteriori danni economici ai cittadini coinvolti.

L’istanza di annullamento

Nel frattempo gli inquilini hanno presentato un’istanza di annullamento in autotutela. “Ancora non abbiamo ricevuto risposta e a breve scadono i termini per fare un ricorso in Commissione tributaria, che dovremo presentare se non ci arriverà almeno un parziale annullamento”, spiega uno degli ex inquilini.

“Noi pensavamo di essere aiutati dal Comune dopo il crollo, di avere delle piccole agevolazioni anche per la ricostruzione, che ancora non è avvenuta per vari motivi, tra cui l’inerzia e la burocrazia. E invece, malgrado lì da dieci anni non ci sia più neanche una pietra, adesso vediamo arrivare cartelle da migliaia di euro per non aver più goduto di nulla. Sinceramente è sembrato a tutti quanti un pochino eccessivo essere penalizzati in questa maniera, con interessi, sanzioni e conteggi”.