Roma, case popolari in stile horror: “pioggia” negli appartamenti, infiltrazioni, muffa e ascensori rotti (FOTO E VIDEO)
L’ascensore rotto da quasi due mesi, i muri scrostati, i citofoni e portoni rotti, i soffitti coperti di muffa, l’acqua che trasuda dalle pareti. Sono diventate le case dell’orrore le palazzine Ater di via San Giovanni Reatino, ai civici 18, 20, 22 e 24, a Casal Monastero, nel IV Municipio di Roma.
Qui, raccontano i residenti, continuano a comandare gli abusivi, nonostante il blitz effettuato ad aprile da Carabinieri, Polizia Locale e ispettori Ater. L’operazione aveva portato alla luce una serie di irregolarità diffuse, con utenze agganciate illegalmente, appartamenti passati di mano senza titolo, verifiche su soggetti con precedenti. Ma, andati via gli agenti, tutto è tornato come prima. E i residenti regolari sono tornati a essere ostaggio di chi le regole non le vuole rispettare.
“L’ascensore è fermo dal 19 marzo”
“L’ascensore si rompe continuamente. Stavolta è fermo dal 19 marzo, il giorno della Festa del Papà. Abbiamo superato pure la Festa della Mamma: dobbiamo aspettare ottobre, quella dei nonni, per vedere qualcuno che lo ripari?”, ironizza amaramente un residente. Nel palazzo abitano anziani, invalidi e famiglie con bambini piccoli. E senza ascensore fare le scale, per molti, è diventato impossibile.
“Ci sono persone praticamente segregate in casa. E tutto questo in mezzo alla muffa”, raccontano gli inquilini. “L’umidità è ovunque. Ti entra nei muri, nei vestiti, nelle ossa. Ci sono continui problemi respiratori e un odore fortissimo che fa venire mal di testa. Vivere così significa stare male ogni giorno”.
Il terrazzo allagato e l’acqua che entra negli appartamenti
Nel terrazzo condominiale la situazione è al limite. Quando piove si allaga completamente, facendo infiltrare l’acqua nei soffitti degli appartamenti sottostanti. “I tombini sono ostruiti. Hanno provato a liberarli ma senza risultato. Evidentemente c’è qualcosa che blocca tutto”, spiega un residente. E così, a ogni temporale, in alcune abitazioni l’acqua piove letteralmente dal soffitto.
Ma i problemi non si fermano alle infiltrazioni. In diversi appartamenti ci sono muri scrostati, muffa dal pavimento fino al soffitto e intonaco che si stacca. “Ci cadono pezzi di muro in testa”, racconta chi vive nella palazzina. “E non possiamo permetterci di rifare tutto a nostre spese, non ne abbiamo di certo la possibilità. Anche perché non spetta a noi sistemare strutture che stanno cadendo a pezzi”.
La rabbia dei residenti è soprattutto verso quello che definiscono un totale abbandono da parte dell’Ente. “Da anni chiediamo interventi seri. Ogni tanto arriva qualche toppa, qualche rattoppo veloce, ma i problemi restano sempre gli stessi. E intanto queste palazzine, che sono relativamente nuove, hanno perso il loro valore economico e sono sprofondate nel degrado”.
Appartamenti alle forze dell’ordine, il protocollo
Problemi che sia i cittadini che l’associazione Radici segnalano da tempo all’Ater, senza risultato. In passato diversi appartamenti sarebbero rimasti vuoti per anni, senza che le graduatorie scorressero regolarmente. Una situazione che ha favorito le occupazioni abusive. A febbraio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca hanno firmato un protocollo per destinare alcuni alloggi Ater liberati agli appartenenti alle forze dell’ordine. Ma tra i residenti prevale lo scetticismo. “Chi verrebbe a vivere qui, tra muffa, infiltrazioni e degrado?”, chiedono. “Solo dei folli o dei disperati potrebbero accettare. Prima occorre fare una seria manutenzione di questi palazzi. Altrimenti il rischio è che prima o poi succeda qualche disgrazia”.







