Roma, che crollo a Como: da 0-1 a 2-1 e la zona Champions ora è davvero a rischio

Como ROma

Contenuti dell'articolo

Al Sinigaglia non è arrivata soltanto una sconfitta: per la Roma è caduto un pezzo di futuro immediato. Finisce 2-1 per il Como, che ribalta il rigore iniziale di Malen con Douvikas e Diego Carlos e si prende una vittoria pesantissima nello scontro diretto europeo. Per i giallorossi è un colpo durissimo, perché la partita sembrava incanalata e invece si è trasformata in una resa progressiva, quasi psicologica, prima ancora che tecnica.

L’illusione giallorossa dura troppo poco

La Roma era partita con il copione perfetto: errore in costruzione del Como, El Shaarawy anticipa Diego Carlos, fallo netto e rigore. Malen va sul dischetto e non sbaglia, firmando lo 0-1 che avrebbe dovuto consegnare serenità e controllo alla squadra di Gasperini. Invece quel vantaggio ha finito per anestetizzare la Roma più che rafforzarla. Da lì in avanti il Como ha preso campo, ritmo e coraggio, mentre i giallorossi hanno iniziato ad abbassarsi con una passività difficile da spiegare.

Svilar tiene in piedi tutto, ma è già un campanello d’allarme

Già nel primo tempo il Como aveva fatto capire che la serata non sarebbe stata comoda per la Roma. Nico Paz, Caqueret, Ramon, Valle: i lariani hanno costruito occasioni, hanno costretto Svilar a diversi interventi e hanno dato la sensazione di poter far male soprattutto tra le linee. Il vantaggio romanista all’intervallo raccontava più l’efficacia episodica della squadra ospite che una reale superiorità. E quando una partita resta aperta nonostante una simile sofferenza, il rischio di pagarla è altissimo.

La mossa di Fabregas e il momento in cui gira tutto

Fabregas ha letto benissimo la ripresa. Gli ingressi di Douvikas e Diao hanno cambiato faccia al Como: più profondità, più aggressione, più attacco alla linea difensiva romanista. Douvikas trova l’1-1 sul filo del fuorigioco, poi la partita esplode definitivamente con il rosso a Wesley per doppia ammonizione dopo il fallo su Diao. Da quel momento la Roma smette quasi di giocare, mentre il Como aumenta i giri e capisce di poterla vincere davvero.

Il crollo finale è tecnico, fisico e mentale

Il gol del 2-1 di Diego Carlos è il manifesto del finale romanista: Smolcic calcia, Svilar respinge corto, la difesa non reagisce e il Como arriva per primo sulla seconda palla. Ma il dato più preoccupante è la sequenza complessiva degli ultimi venti minuti: Baturina sfiora la traversa, Da Cunha colpisce il legno, il Como continua ad attaccare e la Roma non trova più né palleggio né energia per risalire il campo. Non è solo una rimonta subita: è una squadra che si è spenta.

L’analisi: Roma fragile quando la partita cambia pelle

La sensazione netta è che la Roma abbia perso il controllo appena il match ha smesso di essere “ordinato”. Finché c’era da difendere un vantaggio e contenere, i giallorossi hanno retto con fatica. Quando però il Como ha alzato il ritmo, inserito uomini offensivi e costretto la partita a vivere di duelli, seconde palle e strappi, la squadra di Gasperini è andata in tilt. I cambi non hanno rimesso equilibrio, l’uscita di Celik ha complicato ancora di più gli incastri, e l’inferiorità numerica ha scoperto tutti i limiti del momento.

Classifica: il danno è immediato e concreto

La classifica aggiornata dopo Como-Roma e prima del posticipo serale dice questo: Inter prima con 68 punti, Milan secondo a 60 ma con una gara in meno, Napoli terzo a 59, Como quarto a 54, Juventus quinta a 53 e Roma sesta a 51. Tradotto: i giallorossi scivolano fuori dalla zona Champions, a tre punti dal quarto posto e dietro anche alla Juve. Per un match che valeva tantissimo, l’effetto è quasi brutale.

Lo stato di forma: frenata pesante nel momento più delicato

Il trend recente della Roma spiega perché questo ko non possa essere letto come un incidente isolato. Nelle ultime cinque giornate di campionato i giallorossi hanno raccolto appena 5 punti: 2-2 a Napoli, 3-0 alla Cremonese, 3-3 con la Juventus, poi le sconfitte contro Genoa e Como. È una sequenza che racconta una squadra meno continua, soprattutto in trasferta, proprio mentre la corsa europea entra nel tratto più duro. Dopo il Lecce arriverà anche la trasferta con l’Inter: il calendario non aspetta nessuno.

Il verdetto della sera

Il Como esce da questa partita con l’entusiasmo di chi sente davvero l’odore della Champions e con una forma eccellente, confermata anche dal filotto recente. La Roma, invece, esce con un interrogativo enorme: ha abbastanza gamba, lucidità e personalità per reggere la pressione del finale di stagione? Oggi la risposta data dal campo è stata severa. Perché dopo il rigore di Malen sembrava una serata da grande squadra. Alla fine, invece, è diventata la notte in cui la Roma si è vista scappare davanti proprio ciò che voleva inseguire.