Roma, chiede lo stipendio e il datore di lavoro tenta di ucciderlo colpendolo in testa con un’accetta: condannato a 6 anni

Tribunale di Roma piazzale Clodio

È andato dal suo datore di lavoro per reclamare lo stipendio non pagato. Ma in risposta il datore di lavoro, invece del denaro, lo ha aggredito colpendolo alla testa con un’accetta. È successo a Roma, a Lunghezza, e adesso il tribunale ha condannato un imprenditore idraulico di 58 anni a 6 anni di carcere per tentato omicidio. Disposta anche una provvisionale di 10mila euro per la vittima, un operaio di 56 anni.

La richiesta dello stipendio e la violenza

I fatti risalgono al 18 ottobre 2024. Il lavoratore, impiegato in nero, si è presentato dal titolare per reclamare mesi di compensi arretrati. Poco dopo il datore di lavoro si è recato nell’abitazione del dipendente, a Lunghezza, armato di un’accetta lunga 35 centimetri. Lì lo ha colpito alla testa. Una violenza che ha fatto scattare l’accusa di tentato omicidio. La vittima ha riportato gravi traumi alla testa.

A evitare il peggio sono stati il cognato e la sorella della vittima. Sono intervenuti mentre l’aggressione era in corso, riuscendo a bloccare il 58enne e a chiamare i Carabinieri della Stazione di Colonna. I militari sono arrivati poco dopo e hanno arrestato l’uomo. Il processo si è concluso con una condanna a 6 anni di reclusione e con il riconoscimento di una provvisionale di 10mila euro a titolo di risarcimento immediato.

Il lavoro in nero

L’operaio ferito svolgeva il suo lavoro per l’imprenditore in “nero”. La vittima era stata assunta irregolarmente e non percepiva lo stipendio ormai da mesi. «Siamo soddisfatti per la condanna», ha commentato l’avvocato Fabrizio Consiglio, legale di parte civile. «Quell’uomo avrebbe potuto uccidere il mio assistito».