Roma, chiude 8 cuccioli in una busta e li trasporta sul bus: salvati in extremis da una passeggera e dalla polizia (FOTO)
Non abbaiavano. Sussurravano. Otto cuccioli compressi in un carrello della spesa, senza aria, nascosti dentro una busta di plastica. A scoprirli è stata una passeggera su un autobus fermo al capolinea di Monteverde, a Roma. Da lì, in pochi minuti, è partita una corsa contro il tempo per salvarli.
Il sospetto sull’autobus: quel carrello che si muoveva troppo
È una mattina come tante a Monteverde. Tra traffico, spostamenti e il ritmo lento delle festività pasquali, nessuno si aspetta nulla di diverso. Poi succede qualcosa. Una donna sale su un autobus fermo al capolinea con un carrellino. Un gesto normale. Ma quando lo apre, tira fuori un cucciolo di cane con modi bruschi. Troppo bruschi. La scena insospettisce una passeggera. Si avvicina. Guarda meglio. E capisce subito che non si tratta di un solo animale. Dentro quel carrello ci sono altri sette cuccioli, ammassati uno sull’altro. Senza spazio, senza aria, quasi invisibili. Più simili a oggetti che a esseri vivi. E invece sono vivi. E stanno male.
La passeggera prova a intervenire. Chiede spiegazioni e il clima si scalda subito. La discussione sale di tono. A quel punto l’autista capisce che serve aiuto, interrompe la corsa e chiama le forze dell’ordine. Nel frattempo la donna tenta di allontanarsi. Non ci riesce. Viene fermata inizialmente proprio dall’autista e dalla passeggera che ha dato l’allarme e, pochi minuti, dagli agenti del XII Distretto Monteverde, arrivati sul posto.
Cuccioli senza aria: il rischio asfissia
Quando i poliziotti salgono a bordo si accorgono subito che i cuccioli sono senza aria e rischiano l’asfissia. Tirano fuori i cagnolini, verificano il loro stato di salute: respirano a fatica, sono disidratati, alcuni emettono appena dei lamenti. La donna, una giovane di nazionalità romena, viene portata negli uffici di polizia. Per lei scatta la denuncia per maltrattamento di animali aggravato.
Gli agenti non si limitano a sequestrare gli animali. Fanno qualcosa di più. Nell’immediato comprano acqua e cibo di tasca propria. Li soccorrono. Li stabilizzano. Poi li affidano a una struttura specializzata, dove potranno essere curati e dati in adozione. Otto cuccioli che, fino a poche ore prima, non avevano nemmeno lo spazio per respirare.
Nina, la cucciola che resta in “famiglia”
Tra loro c’è una cucciola una che non se n’è andata. Si chiama Nina. Il nome lo scelgono gli stessi agenti. Resta con loro, negli uffici del distretto Monteverde. Diventa parte di quella squadra che, per lei, è arrivata al momento giusto. Per gli altri, invece, si apre la strada di una nuova vita, in attesa che qualcuno li adotti.
