Roma, ciak si gira ‘La Famiglia Panini’, la serie Rai dedicata alla storia che ha fatto sognare l’Italia: dove e quando

Le classiche figurine Panini, foto d'archivio storica, sito internet Meganerd, a firma Francesco Rescigno

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Roma ospita le riprese della serie Rai ‘La Famiglia Panini’ il 5 e 6 febbraio 2026, con base operativa in via Luca Passi, nell’area di parcheggio davanti al civico 90, tra via Gregorio XI e via Raffaele Conforti. In concreto, per due giorni quella porzione di strada cambia ritmo: scattano limitazioni alla sosta per permettere l’arrivo dei mezzi tecnici e la gestione della logistica. È il segnale più netto che la produzione entra nella fase “calda” delle riprese nella Capitale.

La città che si ferma un attimo e diventa racconto

Non è solo un dettaglio di viabilità: quando una troupe prende possesso di un angolo urbano, Roma fa quello che le viene meglio—si trasforma in scena. Parcheggi che spariscono, transenne mobili, radioline, corridoi invisibili tracciati dagli assistenti: il set crea una bolla, un tempo parallelo. E qui l’effetto è doppio, perché non si gira un action o un noir, ma una storia che parla a tutti. La Famiglia Panini non è soltanto una serie: è un viaggio dentro un immaginario nazionale, quello che ha unito generazioni intorno a un gesto semplice.

Il sogno delle figurine: la felicità in una bustina

E allora il racconto si allarga. Perché le figurine, in Italia, sono state molto più di un passatempo: sono state educazione sentimentale. Il “ce l’ho, ce l’ho, mi manca” è diventato un linguaggio comune, una scuola di pazienza e di desiderio. L’album dei calciatori—che inizia a imporsi nei primi anni Sessanta—trasforma un rito domestico in un fenomeno collettivo: il cortile, l’edicola, il banco di scuola diventano mercati affettivi in miniatura. Una bustina può essere frustrazione o trionfo. E quel trionfo, spesso, era condiviso.

Olga Panini e gli otto figli: una saga italiana, prima ancora che un marchio

Il cuore narrativo della serie, però, non è la collezione: è la famiglia. Al centro c’è Olga Cuoghi Panini, figura chiave e potente, una donna costretta dagli eventi a reggere il peso del presente e a inventare il futuro. La storia attraversa anni cruciali—dal dopoguerra fino all’Italia che corre verso il boom e oltre—e lo fa con lo sguardo di chi costruisce non per ambizione, ma per necessità. È un’epopea domestica fatta di lavoro, intuizioni, rischi e ostinazione: l’impresa come destino, la casa come laboratorio.

Regia e cast: chi porta in scena l’Italia che collezionava sogni

Dietro il progetto c’è una macchina produttiva ambiziosa: sei episodi pensati come “serie evento”, diretti da Letizia Lamartire e liberamente ispirati a un racconto che ricompone memoria privata e storia pubblica. Nel cast spicca Serena Rossi, affiancata da Edoardo Pesce e da un gruppo corale chiamato a dare volto e nervo ai fratelli e alle sorelle Panini. L’obiettivo non è la cartolina nostalgica, ma l’energia di un Paese che cambia: le relazioni, il lavoro, l’idea stessa di successo.

Perché questa serie arriva adesso e perché Roma conta

Il crescendo, alla fine, è tutto qui: Roma presta le sue strade a una storia che parla di identità italiana, di creatività e di riscatto. Le figurine sono state il nostro modo di “mettere ordine” nel sogno, di dare un nome ai volti, di collezionare appartenenza. E oggi, mentre la troupe Rai prepara i ciak tra via Gregorio XI e via Luca Passi, quella memoria torna a farsi presente: non come nostalgia, ma come racconto di origine. Perché in fondo l’album non era solo da completare: era un modo per sentirsi parte di qualcosa.

Foto di copertina d’archivio storica, presa dal sito internet Meganerd, a firma Francesco Rescigno.