Roma, ciclabile di via Reni: strada ristretta e parcheggi gratuiti trasformati a pagamento
Roma, via Guido Reni, uno degli assi più riconoscibili del quartiere Flaminio, entra in una nuova fase di trasformazione della sede stradale. In queste ore si parla di un ulteriore restringimento della carreggiata e della comparsa, nella parte centrale della strada, di una corsia dedicata alle biciclette descritta come una sorta di “autostrada per bici”. Il cambiamento, secondo le segnalazioni politiche, si accompagnerebbe a una revisione degli spazi di sosta, tema che tocca direttamente residenti, lavoratori e attività commerciali della zona.
La carreggiata si stringe e nasce la “ciclabile” centrale
Il punto più discusso riguarda l’assetto della viabilità: un restringimento ulteriore della carreggiata e la redistribuzione degli spazi con una corsia ciclabile collocata al centro della strada. È su questo che si concentra la nota diffusa da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che inquadra l’intervento come un passaggio destinato a cambiare abitudini di attraversamento e scorrimento nel quadrante. Nella sua ricostruzione, l’operazione incide su accessibilità e percorrenze quotidiane del Flaminio.
Parcheggi: dalle strisce bianche agli stalli a pagamento
Accanto al ridisegno della carreggiata, emerge il capitolo sosta. Nella nota si parla di “decine di parcheggi” che verrebbero eliminati o trasformati: stalli oggi con strisce bianche diventerebbero posti a pagamento. È un passaggio che, inevitabilmente, sposta l’attenzione dal solo tema della mobilità ciclabile al più ampio equilibrio tra esigenze di residenti e domanda di sosta di prossimità. Santori lega questo aspetto a un impatto diretto sul tessuto del quartiere e sulla fruibilità delle attività.
Il tema del confronto con residenti e commercianti
Nella dichiarazione, la critica politica insiste soprattutto sul metodo: secondo Santori, sarebbe mancato un “confronto reale” con residenti e commercianti. La questione non viene posta soltanto come dissenso sul merito delle scelte, ma come richiesta di coinvolgimento nelle decisioni che ridisegnano spazi e abitudini. Il capogruppo della Lega capitolina descrive il cambiamento come un intervento “calato dall’alto”, destinato—nella sua lettura—ad alimentare frizioni tra chi vive il quartiere ogni giorno e chi lo attraversa per lavoro o servizi.
La lettura politica: “equilibrio” contro “imposizione ideologica”
La nota usa un registro dichiaratamente politico. Santori definisce l’intervento come una scelta non riconducibile, a suo giudizio, a una “pianificazione urbana” intesa come mediazione tra interessi diversi, ma piuttosto a una visione “ideologica”. Nel testo cita categorie sociali che, secondo lui, sarebbero le prime a risentire dei cambiamenti: famiglie, lavoratori, anziani. E chiama in causa il Partito Democratico, invitandolo ad “ascoltare i cittadini” e a superare logiche che, nella sua narrazione, ricordano approcci autoritari.
Un intervento che riapre il dibattito sulla città che cambia
Il caso di via Guido Reni riporta al centro un tema ricorrente nella politica urbana romana: come bilanciare mobilità, sosta, sicurezza e qualità della vita nei quartieri già densi di funzioni e traffico. Nel Flaminio—area residenziale ma anche polo culturale e di servizi—ogni modifica allo spazio pubblico tende a produrre effetti a catena su accessibilità e abitudini. La presa di posizione della Lega con Santori fotografa un fronte critico e chiede un cambio di passo nel dialogo; sullo sfondo resta la necessità di rendere le scelte comprensibili e verificabili per chi quelle strade le vive ogni giorno.