Roma città chiusa. Il governo chiuderà la stalla dopo la fuga dei buoi

roma deserta

Roma città chiusa. Il Coronavirus sembra davvero l’inizio di un romanzo di fantascienza catastrofista. Ci viene in mente Le città che ci aspettano curato da Roger Elwood. Ma quali città ci aspettano? Nella notte il governo si è finalmente deciso a mettere mano alla situazione, dopo tante sollecitazioni. Ma temiamo che sia troppo tardi. il contagio è arrivato. Ma per una cervellotica paura di apparire “razzisti”, o peggio ancora “fascisti” (Dio ce ne scampi!), i rossogialli di Conte hanno atteso troppo. Ed ecco i risultati: città terrorizzate, cittadini che aspettano la paralisi totale, commercio azzerato.

“Abbiamo adottato un decreto legge in materia di contenimento e gestione di questa emergenza epidemiologica per tutelare il bene della salute degli italiani, quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri a Roma.

Nella notte il tardivo provvedimento

“Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica”.

Come si vedrà, si tratta di autentiche misure di guerra. Tutto questo andava fatto settimane fa. Ad esempio, i voli avrebbero dovuto essere sospesi immediatamente, come fecero i previdenti inglesi. Non a caso sono voluti uscire con forza da quest’Europa inetta e dannosa.

Le conseguenze per la Capitale

Cosa accadrà a Roma? E’ evidente, leggendo i punti sotto, che la Capitale – in caso di contagio – sarà la più colpita. Uffici pubblici, governo, turismo, si paralizzerà tutto. Negozi, bar, supermercati, commercio, indotto, tutto in malora. In questi casi non è “razzismo” o “xenofobia” volersi proteggere e proteggere i cittadini. Ma si è perso tempo, si è cincischiato, si è dibattuto di nulla, e adesso siamo all’emergenza. Quella vera.

Ecco tutti i provvedimenti che potrebbero valere a Roma

1 – DIVIETO DI ALLONTANAMENTO O DI ACCESSO DAI COMUNI COLPITI – a) divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area. – b) divieto di accesso al Comune o all’area interessata. Ce l’immaginiamo che nessuno può uscire o entrare a Roma?

2 – STOP A EVENTI SPORTIVI, CULTURALI E RELIGIOSI c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. Con tanti slauti a Roma e Lazio.

3 – STOP A FREQUENZA SCUOLE, MUSEI – d) “Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, salvo le attività formative svolte a distanza. e) Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”. Scuole e musei chiusi, sarà la fine della Capitale.

4 – SOSPENSIONE DELLE GITE SCOLASTICHE E DELLE ATTIVITA’ UFFICI PUBBLICI f) Sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero. g) Sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Roma, per chi non lo sapesse, è anche la capitale degli uffici pubblici.

Anche a Roma la legge marziale

5 – QUARANTENA CON SORVEGLIANZA ATTIVA – h) Applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusa”. “i) previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zona a rischio epidemiologico di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

6 – POSSIBILE CHIUSURA ATTIVITA’ COMMERCIALI – j) chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali. k) Previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. Roma vive di commercio e ristorazione, sarà una catastrofe.

7 – LIMITAZIONI A SERVIZI TRASPORTO AEREO, MARITTIMO E FERROVIARIO – l) “limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, marittimo, ferroviario su rete nazionale o di trasporto pubblico locale, salvo specifiche deroghe”. Insomma, non potremo partire né arrivare.

8 – SOSPENSIONE ATTIVITA’ LAVORATIVE – m) sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità à a distanza. n) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe.

Possibili altre misure a discrezione

9 – POSSIBILE ADOZIONE DI ULTERIORI MISURE CONTENIMENTO – “Le autorità competenti hanno la facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1. Le misure sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Salute, sentito il ministro dell’Interno, il ministro della Difesa, il ministro dell’Economia e delle Finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonché il presidente della Regione competente, nel caso in cui riguardino una sola regione, ovvero il presidente della Conferenza dei presidente delle regioni, nel caso in cui riguardino più regioni”. Qui non c’è più niente da commentare: siamo in presenza di una dittatura perché il governo non ha agito per tempo in nome del politicamente corretto.

(Foto da Luoghi)

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