Roma ‘città dell’archeologia’ chiede prestiti anche per restaurare i monumenti: la Giunta approva il “Mutuo da 500mila €”
Roma continua a presentarsi come Capitale della storia e dell’archeologia, ma quando si entra nel merito dei cantieri la leva scelta torna a essere la più delicata: il debito. Una delibera di Giunta Gualtieri (assente il sindaco) approva il progetto di riqualificazione del Portico d’Ottavia: “L’intervento è collegato alla accensione di un mutuo”. Un iter amministrativamente ordinario, ma politicamente rivelatore. Perché segnala come anche lavori circoscritti finiscano nel perimetro dell’indebitamento, per di più a Giubileo in corso di conclusione, e quindi a valle delle risorse straordinaria di cui ha disposto il sindaco proprio in virtù della gestione dell’Anno Santo.
Il progetto: un primo stralcio nel cuore del centro storico
L’area interessata è nel cuore del centro storico, nel Municipio I, lungo Via del Portico d’Ottavia tra Piazza delle Cinque Scole e il civico 48. L’intervento, per come viene descritto tra le carte, sarebbe soprattutto una sottospecie di cura del suolo. Rimozione e riposizionamento dei sampietrini, eliminazione dei marciapiedi in un tratto per uniformare la pedonalizzazione, revisione del drenaggio delle acque meteoriche. Più “messa in ordine” urbana che vero e proprio restauro monumentale in senso stretto.
I numeri: 500mila complessivi e copertura da indebitamento
Il quadro economico complessivo è di 500.000 euro. Il punto sensibile, però, non è la cifra in sé: è la modalità di copertura. La delibera indica che la spesa viene sostenuta con risorse di Roma Capitale “da indebitamento”. Tradotto: non si paga solo oggi, ma si spalma nel tempo. Ed è qui che la domanda politica si impone. Perché per interventi essenziali nel centro storico non si riesce a costruire una copertura più “pulita” e meno gravosa sul futuro?
Dopo il Giubileo, nessun fondo straordinario? Le domande restano
Il tema politico più spinoso sta in ciò che non emerge: non risultano richiami a coperture straordinarie o a canali esterni alternativi. E allora la domanda, posta con cautela ma inevitabile, è questa: Roma, uscita dalla stagione giubilare, non aveva margini per attivare risorse extra-commissariali? È stato esplorato fino in fondo il coinvolgimento del Ministero, della Regione o l’aggancio a misure di programma come quelle del PNRR, laddove compatibili? Il ricorso al mutuo può essere una scelta pragmatica, ma lascia aperto il dubbio che manchi una strategia più strutturata di finanziamento per i simboli della città.
Il “caso Portico” e l’effetto domino nel dibattito su debiti e mutui
Nelle settimane in cui il tema dei conti capitolini, dei mutui e del peso del debito è tornato al centro del confronto politico, questa operazione diventa un caso emblematico. Proprio perché la cifra non è gigantesca, il segnale pesa più sul piano del metodo che su quello del bilancio. Se serve indebitarsi anche per un intervento di pavimentazione, drenaggio e sistemazione in un’area iconica, quale spazio resta per opere più complesse e costose? La Giunta Gualtieri ha scelto un percorso rapido. Ma l’impressione è che, ancora una volta, Roma continui a rincorrere la manutenzione con strumenti che rimandano il conto negli anni a venire.