Roma, concerti al Circo Massimo: il Tribunale ordina al Comune di consegnare gli atti
Roma, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha ordinato al Comune di Roma di consegnare entro 30 giorni tutti i documenti sui maxi concerti al Circo Massimo. Parliamo degli eventi musicali che renderebbero la vita difficile ai residenti e che genererebbero fortissime vibrazioni, così forti e prolungate da porre a rischio la stessa stabilità dei monumenti archeologici esistenti in zona. In particolare, i documenti richiesti dai cittadini e ancora non esibiti riguardano sia l’ultimissimo concertone di Capodanno 2026 che un prossimo concertone in calendario a settembre prossimo.
Una decisione netta, quella dei giudici, che accoglie il ricorso dei residenti dell’Aventino (riuniti in una associazione) e mette fine al silenzio di Palazzo Senatorio – almeno parziale – su autorizzazioni e valutazioni legate ai grandi eventi nell’area archeologica. In soldoni, Roma dovrà esibire le carte sui concerti al Circo Massimo ancora non consegnate ai cittadini.
La svolta dei giudici del Tar del Lazio
La sentenza di quest’oggi, 12 febbraio, arriva come un colpo secco in una vicenda che da mesi alimenta tensioni tra Campidoglio e residenti, nonché comitati di quartiere. I giudici amministrativi hanno stabilito che, se una parte dei documenti è stata già fornita, restano fuori atti fondamentali: quelli relativi al concerto di Capodanno 2026 – organizzato direttamente dal Comune – e a un nuovo evento già calendarizzato per settembre.
Il principio è chiaro: se i cittadini chiedono di conoscere cosa accade in un’area sensibile della città, l’amministrazione non può limitarsi a risposte parziali o a rimpalli tra uffici.
Il “muro di gomma” denunciato dai residenti
Al centro della battaglia c’è l’Associazione Amici dell’Aventino-ETS, che da anni monitora l’impatto dei grandi eventi sul delicato equilibrio dell’area. Secondo i residenti, le vibrazioni generate dai concerti potrebbero aggravare criticità del sottosuolo, già caratterizzato da cavità e fragilità geomorfologiche.
La richiesta era semplice: sapere quali eventi fossero autorizzati tra settembre 2025 e l’estate 2026 e quali valutazioni tecniche fossero state effettuate. In risposta, sono arrivate informazioni incomplete. Da qui il ricorso.
Biglietti in vendita, carte no
A rendere il caso ancora più delicato è un dettaglio che ha fatto discutere: mentre alcuni uffici parlavano di un solo evento autorizzato, sul sito di TicketOne risultavano già in vendita biglietti per un concerto del giugno 2026. Un corto circuito comunicativo che ha rafforzato la sensazione di opacità.
Il Tribunale non ha accolto tutto il ricorso, ma ha riconosciuto che la trasparenza non può essere selettiva. Se un evento è stato organizzato o programmato, i cittadini hanno diritto a conoscerne presupposti e valutazioni.
Il nodo Capodanno
Particolarmente significativo è il passaggio sul concerto di Capodanno 2026, che ha richiamato oltre 40mila spettatori secondo i dati diffusi dal Comune. In questo caso, non si trattava di un’iniziativa privata, ma di un evento direttamente promosso da Roma Capitale.
Proprio per questo, osservano i residenti, la documentazione dovrebbe essere ancora più facilmente accessibile. Il fatto che non sia stata immediatamente resa disponibile ha alimentato sospetti e tensioni.
Un’area fragile, un simbolo della città
Il Circo Massimo non è un’arena qualsiasi. È uno dei luoghi simbolo di Roma, incastonato tra Palatino e Aventino, in un contesto archeologico e paesaggistico unico al mondo. Ogni evento richiama decine di migliaia di persone e comporta strutture, impianti audio imponenti, carichi straordinari.
Il punto non è dire sì o no ai concerti, ma chiarire come vengano valutati impatti acustici, vibrazioni e sicurezza del suolo. Ed è qui che la trasparenza diventa centrale.
Ministero e Campidoglio nel mirino
Nel procedimento era coinvolto anche il Ministero della Cultura, ma la responsabilità principale di fornire le carte resta in capo al Comune. Il Tribunale ha fissato un termine preciso: trenta giorni per consegnare la documentazione mancante.
Se ciò non avverrà, potrebbe essere nominato un commissario ad acta. Uno scenario che segnerebbe un’ulteriore frattura istituzionale su una vicenda già politicamente sensibile.
Una questione politica, prima che tecnica
La sentenza va oltre il singolo evento. Tocca un tema più ampio: il rapporto tra grandi eventi e città storica, tra marketing urbano e tutela del patrimonio. Il Campidoglio punta sui maxi appuntamenti per rilanciare l’immagine internazionale di Roma. I residenti chiedono garanzie e chiarezza.
Ora la palla torna al Comune. Le carte dovranno essere aperte. E il confronto, inevitabilmente, diventerà pubblico.