Roma, Cornelia e tram TVA slittano ancora: bus lenti e metro A, B e C sempre in affanno
A Roma il parcheggio Cornelia slitta a marzo 2027, il tram Termini-Vaticano-Aurelio partirà soltanto dopo le elezioni comunali e, nel frattempo, autobus e metropolitane continuano a fare i conti con ritardi e potenziamenti ancora incompleti. Per il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè è un’altra questione politica da affrontare: mentre il Campidoglio conferma limitazioni alla circolazione delle automobili, le alternative di trasporto pubblico procedono con tempi decisamente più lunghi.
Cornelia, due rinvii: il parcheggio aprirà forse a marzo 2027
Il parcheggio interrato di piazza dei Giureconsulti, accanto alla Metro A, doveva aprire a luglio 2026. Prima il rinvio a dicembre, ora la nuova previsione: lavori conclusi il 28 febbraio e inaugurazione intorno alla metà di marzo 2027. Otto mesi oltre la prima scadenza annunciata. Patanè ha spiegato che sono emersi problemi strutturali che richiedono modifiche al progetto e interventi di sicurezza. Necessità tecniche comprensibili, ma resta il risultato: 240 posti auto e 80 per le moto ancora indisponibili.
Tram TVA, la nuova linea arriverà dopo il voto
A complicare il quadro è la tranvia Termini-Vaticano-Aurelio, destinata a collegare il centro con il quadrante occidentale della Capitale, fino a Cornelia. Durante il sopralluogo del 27 ottobre, secondo quanto riportato dalla stampa, Patanè ha indicato l’avvio dei cantieri dopo le elezioni comunali del 2027, perché il progetto deve ancora essere completato. Un’altra infrastruttura che non potrà quindi essere realizzata entro questa consiliatura. E per l’effettiva apertura al pubblico non esiste ancora una data certa.
Autobus e Metro A: mezzi lenti e cantieri fuori calendario
Il rapporto sul Benessere equo e sostenibile di Roma del 2026 fotografa autobus che viaggiano mediamente a 15,6 chilometri orari e tram a 10,4, sotto le rispettive medie nazionali. Dati riferiti agli anni precedenti, che evidenziano una criticità strutturale nonostante il rinnovo di parte della flotta. Sulla Metro A, intanto, i lavori annunciati per l’estate su dieci stazioni, da Ponte Lungo a Cinecittà, sono stati riprogrammati per l’autunno senza un calendario pubblico dettagliato delle chiusure. A metà ottobre, Patanè riconosceva che 21 stazioni attendevano ancora il completamento della riqualificazione.
Metro B, 353 milioni per i nuovi treni: i passeggeri aspettano ancora
Sulla Metro B il rinnovo della flotta procede più lentamente delle previsioni iniziali. Il primo treno Hitachi è arrivato nell’aprile 2025, ma a metà ottobre 2026, con sei convogli consegnati, nessuno risultava ancora entrato in servizio con i passeggeri. La fornitura complessiva comprende 36 treni per circa 353 milioni di euro. Il settimo è atteso nei primi giorni di novembre. Patanè punta a far partire gradualmente i nuovi mezzi entro novembre, dopo i necessari collaudi e le autorizzazioni di sicurezza. Intanto, il piano operativo Atac colloca il pieno recupero delle frequenze oltre il 2027.
Metro C, nove minuti tra i treni: il miglioramento slitta al 2029
Sulla Metro C, invece, i passeggeri devono fare i conti con attese medie di circa nove minuti. I convogli normalmente utilizzati sono otto o nove sui tredici disponibili. Per ridurre gli intervalli a circa quattro minuti e mezzo, secondo le previsioni illustrate da Atac, bisognerà attendere la fine del 2029, con l’arrivo progressivo di diciassette nuovi treni. Un traguardo ancora lontano, soprattutto rispetto alle precedenti previsioni che indicavano già nel 2026 l’arrivo dei primi nuovi convogli.
Gualtieri e Patanè, i divieti arrivano prima dei trasporti migliori
Il quadro non cancella gli investimenti avviati, gli autobus acquistati e i treni sottoposti a revisione. Ma mette in evidenza la distanza tra i programmi annunciati e i benefici effettivamente disponibili per i cittadini. Cornelia attenderà il 2027, il TVA andrà oltre le elezioni, la Metro B aspetta i nuovi convogli e la C rimanda il potenziamento delle frequenze al 2029. Nel frattempo, il Campidoglio conferma i divieti della Fascia Verde e continua a promuovere una mobilità meno dipendente dall’automobile. È qui che la politica di Gualtieri e Patanè incontra la sua contraddizione più evidente: chiedere ai romani di usare meno l’auto, mentre le alternative promesse richiedono ancora anni per essere pienamente disponibili.