Roma, cresce la povertà nella Capitale di Gualtieri: 60mila persone alla Caritas, il 43% chiede aiuto per la prima volta
Roma, nella Capitale amministrata dal sindaco Roberto Gualtieri, circa 60mila persone si sono rivolte alla Caritas nel 2025 e il 43% degli utenti dei centri di ascolto diocesani ha chiesto aiuto per la prima volta.
È la fotografia sociale che emerge dal nuovo resoconto della Caritas di Roma, presentato il 10 ottobre 2026.
Numeri che raccontano le difficoltà di migliaia di persone e riportano al centro del dibattito politico le risposte del Campidoglio alla povertà, al caro vita e all’emergenza abitativa.
Roma, il 43% arriva alla Caritas per la prima volta
Nel corso del 2025 i Centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Caritas hanno incontrato complessivamente 12.619 persone. Tra gli utenti dei tre centri diocesani, il 43% si è rivolto all’organizzazione per la prima volta. Non significa necessariamente che tutte queste persone siano diventate povere nell’ultimo anno, ma dimostra quanto sia consistente l’arrivo di nuovi utenti nei servizi di assistenza. Una realtà che merita attenzione anche da parte dell’amministrazione capitolina.
Oltre 310mila pasti distribuiti in un anno
A raccontare le difficoltà quotidiane sono soprattutto i numeri dell’assistenza alimentare. Le tre mense sociali hanno distribuito 310.565 pasti, una media di circa 850 al giorno, accogliendo 12.297 persone. Di queste, 3.535 si sono presentate per la prima volta. Gli empori solidali hanno sostenuto altre 1.362 famiglie, mentre 1.039 nuclei familiari hanno ricevuto buoni spesa. Dietro le statistiche ci sono persone che hanno bisogno di un sostegno per affrontare necessità essenziali.
Affitti, mutui e lavoro precario: la crisi entra nelle case
Il problema, però, non riguarda soltanto chi non riesce a permettersi un pasto. La Caritas richiama l’attenzione anche sulle famiglie schiacciate dal peso degli affitti, dei mutui e dalla precarietà lavorativa. Nel 2025 l’organizzazione ha istituito un’area specifica dedicata all’abitare. L’Ostello Don Luigi Di Liegro ha accolto 554 persone, garantendo oltre 63mila pernottamenti. Un quadro che rende ancora più importante verificare l’efficacia delle politiche comunali sulla casa e sul sostegno alle famiglie.
Una città ricca, ma il benessere non arriva a tutti
Il precedente rapporto Caritas sulla povertà, pubblicato nel novembre 2025, aveva già evidenziato le contraddizioni economiche della Capitale. A fronte di un reddito medio pro capite superiore a quello nazionale, il 15,8% dei residenti risultava a rischio povertà. Il 6,9% viveva in condizioni di grave disagio abitativo. Indicatori riferiti prevalentemente al 2024, che mostrano come la crescita economica di una città non garantisca automaticamente condizioni di vita dignitose a tutti i suoi abitanti.
Il Campidoglio e le risposte ancora da misurare
Il nuovo resoconto non dimostra che la povertà sia aumentata a causa delle scelte di Gualtieri. Solleva però interrogativi precisi sull’azione della sua amministrazione. Quante famiglie sono state sostenute economicamente dal Comune? Quanti alloggi popolari sono stati effettivamente assegnati? Quante risorse contro l’emergenza abitativa sono arrivate ai cittadini? Per valutare i risultati del Campidoglio non bastano gli stanziamenti annunciati: occorre conoscere gli interventi realizzati e i beneficiari raggiunti.
Roma, la sfida sociale che interroga Gualtieri
La Caritas opera attraverso 241 centri parrocchiali, con oltre 1.600 volontari impegnati sul territorio. Una rete che garantisce ascolto, alimentazione, accoglienza e sostegno sanitario. Non sostituisce necessariamente i servizi pubblici, ma ne affianca l’azione in una città attraversata da bisogni molto diversi. Ed è proprio qui che si apre la questione politica: mentre Roma investe nella propria trasformazione urbana, la capacità di affrontare le fragilità sociali deve essere misurata con altrettanta attenzione.
Il dato più significativo resta quello delle persone che arrivano alla Caritas per la prima volta. Per Gualtieri e la sua Giunta la domanda è concreta: quali risultati stanno producendo le politiche capitoline per evitare che sempre più cittadini debbano chiedere aiuto per vivere?