Roma, crolla un altro albero a villa Borghese, il terzo in pochi giorni: nella Capitale 14 alberi crollati in 72 ore
Un altro albero caduto a Roma. E, ancora una volta, il caso ha voluto che non ci siano stati feriti. È successo nella mattina di oggi, venerdì 9 gennaio, all’alba, a Villa Borghese, a pochi passi da un vialetto di passaggio e dall’ingresso su via Pinciana. Con questo episodio salgono a 14 gli alberi caduti in appena tre giorni. Un dato che racconta più di qualsiasi slogan o post sui social, dove sembra sempre che tutto vada bene, lo stato del verde urbano di Roma.
Villa Borghese, pino crollato all’alba
L’albero è venuto giù nelle prime ore del mattino, a ridosso dell’ingresso con la scritta “Villa Burghesia”. I tecnici sono arrivati intorno alle 7, trovando il tronco squarciato dal marciume alle radici. Il maltempo dei giorni scorsi ha fatto il resto, trasformando il terreno in una spugna e azzerando la tenuta di un pino ormai a fine corsa. Nella stessa area, a pochi metri, altri alberi più piccoli erano già caduti nei giorni scorsi. Si tratta del terzo albero caduto a Villa Borghese in pochi giorni.
Villa Borghese non è nuova a questi episodi. Nel 2022, un albero era caduto ferendo due donne nei pressi di una fermata dell’autobus, dopo un temporale violento. Nel 2018 crollò la Quercia del Lupo, simbolo storico del parco. Oggi il copione si ripete.
Fori Imperiali, Appia, Re di Roma: la mappa del rischio
Il conto non si ferma a Villa Borghese. Via dei Fori Imperiali è diventata uno dei punti più sensibili. Dopo il crollo di domenica sera a poca distanza dal Colosseo, un altro albero è venuto giù nella notte di ieri, ai piedi del Campidoglio, lungo il boulevard archeologico. Un’area che, poche ore dopo, sarebbe stata invasa da turisti. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia locale, che hanno già trasmesso una nuova informativa in Procura.
Nei dossier già arrivati a piazzale Clodio figurano anche il crollo di via Appia Nuova, all’altezza di piazza Re di Roma, dove un albero si è abbattuto sulle auto in sosta. Episodi che confluiranno nel maxi fascicolo aperto dai magistrati per fare luce sulla manutenzione del verde capitolino. O, come sospettano gli inquirenti, sulla sua cronica insufficienza. Il bilancio aggiornato parla di quattordici alberi caduti in 72 ore, molti in zone densamente abitate. A dirlo sono i vigili urbani e i pompieri, impegnati senza sosta nelle rimozioni. A sottolinearlo è anche il gruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, che parla apertamente di “tragedia sfiorata”. E se nessuno è finito in ospedale, è solo per una coincidenza favorevole.
Auto distrutte strade bloccate e stragi evitate
L’elenco dei crolli è lungo e probabilmente incompleto. Al Tufello, in via Monte Ruggero, un pino ha danneggiato otto auto. In via Cassia, cinque vetture distrutte. Altre cinque macchine schiacciate in viale Spartaco, a Don Bosco. A Torre Angela, in via Orazio Borgianni, un albero caduto da un giardino privato ha invaso la carreggiata. Segnalazioni arrivano anche da via Federico Delpino, via Monte Cervialto, via Luigi Moretti alla Pisana. Una mappa del rischio che si allarga ogni giorno.
Il maltempo ha inciso, ma non basta come spiegazione. È questo il punto su cui si concentra l’attenzione della Procura. Gli inquirenti vogliono capire se i controlli sulle alberature siano stati eseguiti correttamente e con quali criteri. L’obiettivo è evitare che si ripeta una tragedia come quella del dicembre 2024, quando Francesca Ianni perse la vita a Colli Aniene, colpita da un albero. Nello stesso parco, in precedenza, erano già stati abbattuti altri esemplari giudicati pericolosi.
Il caso Fori Imperiali: il pino “monitorato”
Sotto la lente resta soprattutto il grande pino dei Fori Imperiali, crollato nella notte del 4 gennaio. Alto 23 metri, con un’età stimata di 120 anni, era stato monitorato due volte nel 2025, a giugno e a settembre, da due agronomi diversi. La classificazione parlava di categoria C, rischio di cedimento moderato. Nessun allarme immediato, ma con indicazioni chiare: potature necessarie e monitoraggi periodici. Sulla carta, nulla di urgente. Nella realtà, le immagini mostrano un tronco sempre più compromesso. Fino al cedimento totale. Un simbolo, ormai, di una città che rincorre le emergenze e scopre i problemi solo quando cadono. Letteralmente.