Roma, da scuola a bivacco: l’ex Alberto Sordi di via Taggia resta in mano agli abusivi. “Situazione inaccettabile”
Dovevano sgomberarli subito, dopo l’occupazione del 29 dicembre. E invece sono ancora lì, adulti e bambini, dentro quella che una volta era la scuola Alberto Sordi a Torrevecchia, nel quadrante nord di Roma. La scuola era stata chiusa dal 2016, ufficialmente per lavori di adeguamento sismico che avrebbero dovuto concludersi l’anno successivo, non è mai stata riaperta. Non perché mancassero le promesse, ma perché i lavori non sono mai stati portati a termine.
Milioni stanziati, anni persi e una scuola lasciata marcire
La storia è quella di un edificio lasciato a metà. Prima la convivenza forzata tra studenti e cantiere, poi il trasferimento definitivo degli alunni. Nel 2019 la ditta incaricata viene dichiarata inadempiente e allontanata. Nel 2022 un incendio devasta la palestra e danneggia parte della struttura. Nel frattempo il tempo scorre, ma la scuola resta chiusa, vuota e senza presidio, trasformandosi lentamente in un luogo di nessuno.
Sempre nel 2022 il Campidoglio stanzia 4,4 milioni di euro per un secondo stralcio di lavori: manutenzione straordinaria, riqualificazione energetica, rifacimento di impianti e strutture. Un piano ambizioso, sulla carta. Nei fatti, però, i primi segnali concreti arrivano solo nell’estate del 2024. Troppo tardi per evitare che quell’edificio, abbandonato da anni, diventasse agli occhi di molti uno spazio facile da occupare.
Ed è quello che è successo. L’ex scuola diventa rifugio improvvisato. Il 19 dicembre 2025 c’è l’occupazione da parte di circa 50 persone, minori compresi. Ed è proprio la presenza dei bambini a rendere tutto più complicato. Mandarli via non è semplice. Così lo sgombero resta sospeso e la situazione si incancrenisce, mentre crescono le proteste dell’opposizione e dei residenti del quartiere, che chiedono risposte e tempi certi.
L’attacco politico: “Una situazione inaccettabile”
“La situazione della scuola di via Taggia è ormai incancrenita, il sindaco Gualtieri intervenga immediatamente”, attacca Rachele Mussolini, vicepresidente della Commissione Scuola di Roma Capitale e capogruppo capitolina di Forza Italia. Rachele Mussolini ricorda di aver sollevato il caso più volte, già nella scorsa consiliatura, con interrogazioni mirate sullo stato dei lavori di un plesso chiuso dal 2015 e mai restituito alla città. L’ultima iniziativa risale a poche settimane fa, dopo l’occupazione abusiva da parte di circa cinquanta persone, compresi i bambini, che da oltre un mese vivono all’interno di una struttura non sicura.
“Parliamo di una situazione inaccettabile”, incalza la Mussolini. “Il Campidoglio avrebbe dovuto intervenire con tempestività. Invece tutto continua a scorrere come se nulla fosse. Al sindaco Gualtieri e alla sua Giunta chiediamo chiarezza e un intervento rapido per ripristinare la legalità e restituire la scuola alla comunità di Torrevecchia. Non c’è più tempo da perdere”.
Intanto, però, la scuola resta occupata. E quella che doveva tornare a essere un luogo per studenti e famiglie continua a raccontare una storia fatta di cantieri infiniti, ritardi amministrativi e decisioni rimandate. Una scuola che doveva tornare a vivere e che invece è rimasta sospesa, diventando il simbolo di una gestione che rincorre sempre l’emergenza, senza mai prevenirla.