Roma, dagli scavi edili emerge un’antica necropoli: affreschi, mosaici e scheletri con rituali misteriosi (FOTO)
Il sottosuolo di Roma continua a restituire tracce della sua storia millenaria. Questa volta la scoperta arriva dall’area di San Paolo fuori le Mura, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di uno studentato destinato agli studenti dell’Università Roma Tre. Durante le indagini di archeologia preventiva sono emersi i resti di una porzione significativa della Necropoli Ostiense, un vasto complesso funerario già noto agli studiosi ma di cui il sottosuolo custodisce ancora ampie porzioni inesplorate. I reperti rinvenuti risalgono a un arco cronologico compreso tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.
Gli archeologi parlano di una scoperta rilevante non solo per l’estensione delle strutture, ma anche per la qualità delle decorazioni e per lo stato di conservazione di alcuni ambienti funerari.
Edifici funerari affrescati e mosaici
Le indagini hanno riportato alla luce un primo nucleo di sei edifici funerari, probabilmente collegati tra loro all’interno di un complesso organizzato attorno a uno spazio aperto. Le strutture, databili all’età imperiale, presentano pianta quadrangolare e coperture a volta.
All’interno sono visibili tracce di decorazioni particolarmente elaborate: intonaci dipinti, motivi vegetali, stucchi e nicchie funerarie destinate alle urne cinerarie. Alcune edicole decorative raffigurano elementi tipici della simbologia funeraria romana, come figure di oranti o Vittorie alate.
Gli archeologi ritengono che si tratti di ambienti simili ai colombari, luoghi destinati a ospitare le urne con le ceneri dei defunti, molto diffusi nella Roma imperiale. Affreschi e pavimentazioni a mosaico testimoniano il livello sociale dei gruppi che utilizzavano queste sepolture e offrono nuovi elementi per lo studio delle pratiche funerarie dell’epoca.
Scheletri maschili e un rituale contro il male
Tra i ritrovamenti più singolari figurano anche resti umani e scheletri rinvenuti nelle tombe. Le prime osservazioni antropologiche indicano che molti di questi resti apparterrebbero a uomini tra i 20 e i 40 anni, fisicamente robusti.
Alcuni scheletri presentano inoltre una caratteristica insolita: un chiodo conficcato all’altezza del petto. Gli archeologi ipotizzano che si tratti di una pratica rituale legata alle credenze dell’epoca, forse destinata a “bloccare” il defunto o a proteggere i vivi da presenze maligne nell’aldilà.
Questi elementi, se confermati dalle analisi successive, potrebbero offrire nuove informazioni sui riti funerari e sulle superstizioni diffuse nella società romana tardo-antica.
Un’area archeologica nota ma ancora ricca di sorprese
La scoperta non arriva in un territorio completamente sconosciuto agli archeologi. La Necropoli Ostiense, situata lungo l’antica via che collegava Roma al porto di Ostia, fu individuata già nel 1917 durante lavori pubblici nei pressi della basilica di San Paolo.
Il sepolcreto si estendeva lungo la strada consolare e nelle zone circostanti e venne utilizzato per secoli, documentando il passaggio dal rito dell’incinerazione a quello dell’inumazione.
La stessa basilica di San Paolo fuori le Mura deve la sua origine alla presenza di questo vasto cimitero antico: secondo la tradizione, infatti, proprio in una delle sepolture della necropoli sarebbe stato deposto l’apostolo Paolo.
Scavi destinati a proseguire
Secondo la Soprintendenza Speciale di Roma, i lavori sono soltanto all’inizio. L’area scavata finora rappresenta infatti una porzione limitata del sito e non si esclude che emergano nuovi ambienti, epigrafi, corredi funerari o ulteriori strutture architettoniche.
Il progetto edilizio dello studentato proseguirà, ma con un monitoraggio archeologico costante. L’obiettivo dichiarato dal Ministero della Cultura è quello di tutelare e studiare il complesso, valutando anche possibili soluzioni di valorizzazione e apertura al pubblico.
In una città come Roma, dove ogni scavo può trasformarsi in una finestra sulla storia, anche un cantiere contemporaneo può diventare l’occasione per riscrivere un frammento del passato.

