Roma, “Dammi il tuo posto letto”, poi gli dà fuoco: grave 43enne

Carabinieri e ambulanza

È bastata una banale discussione per far scattare la vendetta. E tutto per un posto letto in strada. Ha dato fuoco al rivale, “colpevole” di non avergli ceduto il suo giaciglio, e poi è scappato. È successo sabato sera a Roma, in zona San Lorenzo. Ora la vittima è in codice rosso al Policlinico Umberto I, mentre l’aggressore è ricercato.

Aggressione a San Lorenzo: la lite, l’alcol, il fuoco

Succede tutto in pochi minuti, sabato sera, poco dopo le 21, tra via dei Marsi e via dei Sardi. Tra i due senza fissa dimora inizia un diverbio per un giaciglio. Basta poco per far alzare i toni. Partono gli spintoni, si sentono le urla. Poi uno dei due prende una bottiglietta di alcol, la accende e la scaglia contro l’altro. Una scena che si consuma davanti agli occhi increduli di una passante che capisce subito che non è una “normale” lite di strada. È lei a chiamare i soccorsi.

Quando arrivano i carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Compagnia Piazza Dante, l’aggressore è già fuggito. A terra resta la vittima: un uomo di 43 anni, di origine romena, con ustioni in più parti del corpo. Le condizioni sono gravi, ma per fortuna non è in pericolo di vita. L’uomo viene soccorso e trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I è immediato.

Caccia all’uomo e ipotesi tentato omicidio

La bottiglia usata per l’aggressione viene recuperata in un secchione. È uno dei primi elementi su cui lavorano gli investigatori. L’ipotesi di reato è di tentato omicidio. La testimone racconta quello che ha visto. Fondamentali saranno i video delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire all’autore del folle gesto. Secondo i primi riscontri, l’uomo in fuga sarebbe un clochard che frequenta abitualmente San Lorenzo, una delle aree dove i senza fissa dimora trovano rifugi di fortuna.

La possibile svolta potrebbe arrivare proprio dalla vittima. Il 43enne, nonostante le condizioni critiche, avrebbe già fornito alcune indicazioni utili agli investigatori. Verrà riascoltato non appena il quadro clinico lo permetterà.