Roma, debiti di droga regolati a colpi di coltello: uomo sfregiato in casa, tre finiscono in carcere

Auto polizia volante

Contenuti dell'articolo

A Roma un debito di droga non pagato si sarebbe trasformato in una violenta spedizione punitiva, culminata con un uomo sfregiato al volto con un’arma da taglio nella propria abitazione. È la vicenda ricostruita dalla Squadra Mobile, che oggi, 15 ottobre, ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Dietro l’aggressione, secondo gli investigatori, una catena di debiti, minacce e intimidazioni legate al mercato degli stupefacenti nella periferia est della Capitale.

Roma, l’aggressione in casa e lo sfregio permanente

Tutto comincia il 6 luglio, in un’abitazione di Centocelle. Un uomo viene aggredito e ferito al volto con un’arma da taglio. La lesione, secondo la ricostruzione investigativa, gli provoca uno sfregio permanente. Ma chiarire quanto accaduto non è semplice. La vittima si presenta due volte, a poche ore di distanza, in una struttura sanitaria. Inizialmente non fornisce le proprie generalità, poi racconta versioni discordanti dell’accaduto.

Il debito di droga scatena una reazione a catena

Gli investigatori cominciano a ricostruire la vicenda attraverso telecamere di sorveglianza, contatti telefonici e celle agganciate dai cellulari. Emerge così il possibile movente: un debito non saldato per l’acquisto di droga. Secondo l’accusa, uno degli indagati doveva recuperare denaro dalla vittima, ma era contemporaneamente debitore verso altre due persone. Proprio queste ultime lo avrebbero aiutato nella spedizione punitiva, trasformando un mancato pagamento in un regolamento di conti.

Dopo il coltello arrivano altre minacce

La vicenda non sarebbe finita con l’aggressione di luglio. Circa un mese dopo, il presunto autore dello sfregio avrebbe minacciato telefonicamente un altro debitore, sempre con l’obiettivo di recuperare somme necessarie a pagare i propri creditori. Secondo gli investigatori, avrebbe anche richiamato precedenti episodi di violenza contro altre persone per rendere più credibili le intimidazioni. Un meccanismo nel quale chi deve riscuotere denaro è, a sua volta, sotto pressione per saldare altri debiti.

Tre persone in carcere, le accuse della Procura

L’inchiesta, coordinata dal Dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura di Roma, ha portato il giudice per le indagini preliminari a disporre tre misure cautelari in carcere. Le accuse contestate, a vario titolo e in concorso, sono lesioni personali aggravate dallo sfregio permanente del volto e tentata estorsione aggravata. Le responsabilità dovranno essere accertate nel processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Il dato più inquietante che emerge dall’indagine è il meccanismo ipotizzato dagli investigatori: una catena di debiti nella quale la violenza diventa uno strumento per recuperare denaro. Fino a lasciare sul volto di una persona il segno permanente di un conto non pagato.