Roma, difende un amico durante una rapina e viene massacrato con un cacciavite: 20enne muore dopo otto giorni di agonia
Ha visto un amico in difficoltà e non si è tirato indietro. Ha cercato di fermare una rapina e ha perso la vita. Quella che doveva essere l’ennesima rapina in una delle stazioni di Roma. È diventata invece un omicidio. Dopo otto giorni di agonia, è morto Mohammed Amdi, 20 anni, cittadino di origini nordafricane, brutalmente aggredito mentre cercava di difendere un amico finito nel mirino di un rapinatore. Una storia che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle stazioni romane e che cambia radicalmente il quadro giudiziario dell’inchiesta.
Il giovane è deceduto domenica al Policlinico Umberto I, dove era ricoverato in condizioni disperate dal 18 luglio, giorno dell’aggressione.
La rapina degenerata in omicidio
Per ricostruire la vicenda bisogna tornare alla sera del 18 luglio. Mohammed, 20anni si trovava nei pressi della stazione Palmiro Togliatti quando ha assistito a una rapina. Davanti ai suoi occhi un amico di 21 anni era stato preso di mira da un giovane che voleva derubarlo del portafogli e del cellulare. Il ventenne non ha esitato. Si è frapposto tra l’aggressore e la vittima nel tentativo di fermare la violenza. Una scelta che gli è costata la vita.
Il rapinatore, un 28enne di origine gambiana, ha rivolto la propria furia contro Mohammed. Il giovane è stato colpito più volte alla testa con un cacciavite, riportando due profonde lesioni nella regione parietale sinistra del cranio. L’aggressione non si è fermata lì. Quando Mohammed è crollato a terra, il suo aggressore ha continuato a infierire, colpendolo anche con calci. Poi gli avrebbe frugato nelle tasche, impossessandosi del portafoglio, prima di allontanarsi.
Otto giorni di lotta tra la vita e la morte
Trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, il ventenne è rimasto ricoverato in condizioni gravissime. Per otto giorni i medici hanno tentato di salvargli la vita. Domenica, però, il quadro clinico è precipitato e Mohammed è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate durante l’aggressione.
Nei giorni successivi ai fatti, la Polizia di Stato era riuscita a rintracciare il presunto aggressore. Il giovane era stato arrestato e, venerdì scorso, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio. La morte di Mohammed cambia ora radicalmente il quadro giudiziario. La Procura di Roma si prepara infatti a riqualificare il procedimento in omicidio, alla luce del decesso della vittima.
Quella che doveva essere una rapina si è trasformata in una tragedia. Mohammed Amdi aveva scelto di intervenire per difendere un amico, cercando di impedire che diventasse vittima di un’aggressione. Un gesto di coraggio che, invece di fermare la violenza, oggi lascia una famiglia distrutta.