Roma, disabili ‘ostaggio’ della metro: la Lega attacca Atac e il Campidoglio sugli “Ascensori fuori servizio”
Ascensori fuori servizio, montascale datati, accessi chiusi e assistenza telefonica lenta perfino nei momenti di emergenza: è una fotografia durissima quella scattata dalla Lega capitolina contro Atac e, politicamente, contro la gestione del trasporto pubblico di Roma. Al centro della denuncia c’è il diritto alla mobilità delle persone con disabilità, che secondo i consiglieri Fabrizio Santori e Maurizio Politi rischia di trasformarsi ogni giorno in una prova di resistenza dentro le stazioni della metropolitana.
L’elenco delle stazioni nel mirino
La denuncia parte dai dati pubblicati sul sito Atac, dove risultano criticità in diverse fermate delle linee metropolitane. Tra le stazioni citate figurano Ponte Mammolo, Pantano, Grotte Celoni, Torre Gaia, Giardinetti, Spagna, Termini, Giulio Agricola e Arco di Travertino. Una mappa di disservizi che, secondo Santori, Politi e Daniele Ambrogio Turis, portavoce dell’associazione per i diritti delle persone con disabilità, rende fragile e incerto l’uso quotidiano della metro per chi ha ridotta mobilità.
Il nodo politico: accessibilità e dignità
Il punto non è soltanto tecnico. È politico e civile. Una Capitale europea non può permettersi che l’accessibilità del trasporto pubblico dipenda dalla fortuna di trovare un ascensore funzionante o un ingresso aperto. Per le persone con disabilità, per gli anziani, per chi si muove con difficoltà o accompagna un familiare fragile, ogni impianto fuori uso può significare rinunciare a una visita, al lavoro, a un appuntamento o semplicemente alla propria autonomia.
Montascale vecchi e assistenza lenta
Nel mirino finiscono anche le stazioni di Cavour e Circo Massimo, dove viene segnalata la presenza di vecchi montascale considerati di fatto inutilizzabili. A questo si aggiunge il problema dell’assistenza telefonica: la critica riguarda le attese giudicate troppo lunghe, aggravate da procedure burocratiche come l’informativa privacy anche in situazioni che richiederebbero risposte rapide. Per gli utenti fragili, sostengono i firmatari della nota, l’emergenza non può restare sospesa dentro una coda telefonica.
La richiesta: tempi certi e manutenzione vera
La Lega annuncia la richiesta immediata di un piano straordinario per il ripristino degli impianti, con tempi certi sugli interventi, manutenzione più efficace e un sistema di emergenza realmente accessibile. La partita, però, va oltre la singola riparazione: riguarda la credibilità del trasporto pubblico romano e la capacità del Campidoglio di garantire servizi essenziali non solo sulla carta, ma ogni giorno, stazione dopo stazione.
Una Capitale non può lasciare indietro i più fragili
La denuncia di Santori, Politi e Turis apre un fronte delicato per l’amministrazione capitolina. Perché l’accessibilità non è un favore, ma un diritto. E quando ascensori, montascale e accessi non funzionano, la città manda un messaggio durissimo ai cittadini più fragili: muoversi a Roma non è ancora una garanzia per tutti. Da qui l’affondo politico: basta annunci, servono interventi rapidi, verificabili e trasparenti.
