Roma diventa un set Rai: parte “Una piccola formalità” tra Bravetta e Monteverde: come cambia la viabilità
Da lunedì 19 gennaio 2026 Roma entra ufficialmente in modalità “motore, ciak, azione” con l’avvio delle riprese di “Una piccola formalità”, nuova serie Rai in lavorazione. La notizia, per chi vive la città, non è solo televisiva: significa mezzi tecnici in strada, troupe al lavoro, piccoli cambi di abitudini e una parte di quartiere che, per qualche giorno, si trasforma in un set a cielo aperto. È il classico momento in cui Roma mostra la sua doppia natura: capitale istituzionale, ma anche fabbrica di cinema e fiction.
Bravetta e Zoega: la fiction sceglie la Roma vera
Non si gira solo nei luoghi da cartolina: questa produzione punta anche su una Roma più quotidiana, più “di quartiere”, con riprese nell’area di via Giorgio Zoega e con i mezzi tecnici sistemati in via di Bravetta. Il punto non è il dettaglio tecnico, ma l’impatto: chi passa di lì vedrà una piccola “invasione” ordinata di camion e attrezzature. E questa scelta racconta qualcosa di preciso: la Rai sembra voler mettere in scena non una Roma finta e patinata, ma una città reale, vissuta, con strade normali e gente normale.
Da Gazzola alla Rai: è una prima stagione, non un “ritorno”
Per chiarirci: non è una serie che riparte da stagioni precedenti. Una piccola formalità nasce come progetto nuovo, con un’identità tutta sua, tratto dall’omonimo romanzo di Alessia Gazzola, nome che per il pubblico Rai è praticamente una garanzia. Qui però il tono sembra spostarsi: meno comfort puro, più tensione “da mistero domestico”. Non il thriller urlato, ma quella suspense sottile che ti prende perché ti sembra credibile: famiglie, eredità, segreti e piccole bugie che diventano enormi.
Rachele Braganza: la vita perfetta che si incrina
La protagonista è Rachele Braganza, trentenne milanese, giornalista di lifestyle: eventi, mode, facce giuste, sorrisi giusti. Insomma, la vita da copertina. Poi però arriva la svolta narrativa: un’eredità inattesa, legata a uno zio quasi sconosciuto, morto in circostanze che lasciano più domande che risposte. E qui scatta la miccia: perché quando entrano in scena soldi, carte e proprietà, la famiglia smette di essere “famiglia” e diventa campo di battaglia. Una storia molto italiana, diciamolo.
Il notaio Manfredi e il fidanzato Alessio: dubbi, incastri e tensioni
Attorno a Rachele girano due figure che sembrano fatte apposta per far salire la pressione. Da una parte Manfredi, ex compagno di scuola diventato notaio: uno che sulla carta dovrebbe essere il simbolo della chiarezza e delle regole, e invece finisce coinvolto in una faccenda tutt’altro che limpida. Dall’altra Alessio, il fidanzato “solido”, quello della relazione stabile, del futuro già scritto. Solo che quando la tua vita entra in un’indagine personale, anche la coppia può rivelarsi una costruzione fragile. E da lì, si capisce, può succedere di tutto.
Marengo e Clemart: la scommessa Rai che passa da Roma e Milano
Dietro la macchina da presa c’è Davide Marengo, regista con un’impronta riconoscibile: ritmo, tensione, atmosfere che non si accontentano della superficie. E la produzione è Clemart, società con esperienza e un certo “peso” in casa Rai. Tradotto: non è una serie buttata lì, ma un progetto che vuole stare in alto, anche come ambizione e qualità. Le riprese, almeno in questa fase, partono a Roma e poi si allargano, con una lavorazione che dovrebbe proseguire anche nei mesi successivi tra Roma e Milano. E se la scommessa riesce, è facile immaginare che questa “piccola formalità” diventi un titolo di cui si parlerà parecchio.