Roma, dopo 18 anni riapre l’Ospedale San Giacomo, la Regione: “Sarà anche Rsa e centro di lungodegenza”. Tempi e costi

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Roma, dopo 18 anni di chiusura, il San Giacomo torna al centro della sanità romana: la Regione mette in moto il percorso che punta a riaprire lo storico complesso tra via del Corso e via di Ripetta come ospedale di comunità, RSA e struttura per la lungodegenza, con l’obiettivo di arrivare operativi tra fine 2028 e 2029.

Via libera al progetto: “passo irreversibile”

La prima mossa è concreta: è stata approvata la procedura per avviare la gara di progettazione, un incarico da 3,144 milioni di euro che dà il via alla rinascita dell’ex “ospedale degli Incurabili”, chiuso dal 2008. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parla di “iter irreversibile” e rivendica la scelta come risposta a un bisogno crescente: assistenza continuativa per anziani e fragili, in un quadrante della città dove i servizi sanitari pubblici sono diventati sempre più rari.

Un modello “ibrido” unico: ospedale, RSA e lungodegenza

Il nuovo San Giacomo, investimento complessivo stimato in 145 milioni, non sarà un semplice restyling: l’idea è creare un polo sanitario integrato, capace di coprire cure intermedie e assistenza prolungata nello stesso edificio storico. Le attività dovranno coordinarsi con altri presìdi cittadini – dal San Filippo Neri al Santo Spirito, fino all’Oftalmico – con un obiettivo implicito ma decisivo: alleggerire la pressione sui pronto soccorso offrendo alternative territoriali e ambulatoriali più accessibili.

Dentro i cinque piani: dialisi, hospice e 80 posti letto

La struttura sarà riorganizzata su cinque livelli. Nel seminterrato troveranno spazio diagnostica per immagini e blocco operatorio, oltre alle aree tecniche. Il piano terra sarà l’“ingresso” dei pazienti, con hall, ambulatori, spazi d’attesa e servizi dedicati alla salute femminile, oltre a una sala conferenze. Al primo piano sono previsti 80 posti letto per l’ospedale di comunità e 16 postazioni dialisi; al secondo 60 posti di lungodegenza e 8 hospice; al terzo 20 posti RSA e servizi di supporto.

Tempi e personale: obiettivo 300 professionisti

La tabella di marcia, nelle stime della Regione, parla di 24-30 mesi dopo l’aggiudicazione: una finestra che porta al 2029, con l’ipotesi “ottimistica” di fine 2028. La vera partita, però, sarà anche organizzativa: per far funzionare RSA e lungodegenza servirà personale in numero adeguato. Rocca ipotizza almeno 300 professionisti tra medici, infermieri e operatori. E l’ultimo messaggio è politico oltre che sanitario: riportare servizi pubblici per acuti e percorsi ambulatoriali in centro storico, contrastando desertificazione e spopolamento.