Roma, doppio blitz anti baracche-rifiuti a Ponte Salario e a ridosso della tangenziale Est
Roma, la Polizia Locale di Roma Capitale, con gli agenti del II Gruppo Parioli, ha messo in campo un’azione doppia e mirata per riportare ordine in due snodi strategici del quadrante nord-est: Ponte Salario e la Tangenziale Est, due arterie dove il confine tra trascuratezza e illegalità può diventare sottilissimo.
Via Salaria 555: non solo sgombero, ma “messa in sicurezza”
Il primo intervento ha interessato via Salaria 555, in zona Ponte Salario, su un’area di proprietà pubblica già oggetto di operazioni di sgombero di un insediamento abusivo nei giorni precedenti. Qui, il punto non era soltanto “rimuovere”: si è passati alla fase che spesso manca e che fa la differenza nel tempo, la bonifica e la messa in sicurezza. Il Dipartimento Tutela Ambientale ha avviato la rimozione delle masserizie e, con la ditta incaricata, il ripristino della recinzione e del cancello d’ingresso, oltre alla chiusura di tutti gli accessi all’immobile in muratura per prevenire nuove occupazioni.
Tangenziale Est, uscita viale Somalia: 15 metri cubi di degrado rimossi
Poi il secondo fronte, altrettanto simbolico: la Circonvallazione Salaria, Tangenziale Est, all’altezza della rampa d’uscita su viale Somalia. Qui la segnalazione parlava chiaro: un insediamento abusivo composto da due baracche. L’intervento, condotto dalle pattuglie del II Gruppo Parioli con il supporto operativo di Ama, ha portato alla rimozione di oltre 15 metri cubi tra elettrodomestici, materiali e rifiuti vari. Non un semplice “passaggio di pulizia”, ma un’operazione di ripristino che restituisce visibilità, sicurezza e decoro a un punto di transito quotidiano per migliaia di automobilisti.
Il messaggio: presidio, prevenzione e tolleranza zero sul bene pubblico
Il dettaglio che fa riflettere è lo stesso in entrambi i casi: nessun occupante è stato trovato sul posto. Un’assenza che può indicare spostamenti rapidi, reti informali che cambiano geografia in poche ore, o la consapevolezza di controlli sempre più serrati. Ma il segnale istituzionale è netto: Roma prova a ricucire quei vuoti dove il degrado attecchisce più facilmente, agendo non solo con lo sgombero, ma con la “seconda gamba” dell’intervento pubblico—chiusure, recinzioni, controlli—per evitare l’effetto elastico delle rioccupazioni. Il decoro urbano, qui, non è estetica: è governo del territorio. Roma, 28 gennaio 2026.