Roma, droga nelle mutande e pistola in camera da letto: arrestati “cugini in affari”
Stessa casa, stesso sangue, stesso giro. E lo stesso errore: farsi notare. Un’auto che entrava e usciva senza sosta dalle stesse strade di quartiere a Selva Candida, a Roma, sempre nelle stesse ore, sempre con gli stessi due ragazzi a bordo. Troppo per passare inosservati. Così gli agenti della Polizia di Stato hanno si sono insospettiti e hanno deciso di controllare. E dietro quel via vai hanno trovato una piccola centrale dello spaccio. In manette sono finiti due cugini, di 20 e 25 anni, che condividevano non solo il legame di parentela, ma anche gli affari. Per loro adesso grava l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e possesso di arma clandestina.
Il tentativo di fuga e la droga nascosta nelle mutande
Quando gli agenti delle Volanti hanno intimato l’alt, i due hanno provato a giocarsi l’ultima carta, sterzando improvvisamente verso via della Riserva Grande, in cerca di una via di fuga. Ma la loro corsa è durata poco: è infatti partito immediatamente un inseguimento, che si è concluso poco dopo con la cattura dei due cugini. Gli agenti hanno poi perquisito l’auto e i due ragazzi. Il 25enne nascondeva un panetto di hashish da oltre 100 grammi, occultato nelle parti intime, e denaro contante ritenuto legato all’attività di spaccio.
I controlli si sono spostati negli appartamenti riconducibili ai due, nello stesso stabile. Al piano terra, nell’abitazione del più grande, gli agenti hanno trovato altre dosi di hashish già confezionate, un bilancino di precisione, materiale per il taglio e il confezionamento e banconote di piccolo taglio.
La pistola modificata in camera da letto
Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno trovato nella stanza del 20enne, nascosta in una valigetta, una pistola scacciacani modificata, resa di fatto un’arma da fuoco, completa di munizioni. I due cugini sono stati arrestati. L’Autorità giudiziaria ha convalidato gli arresti, riconoscendo i gravi indizi a loro carico. Per il più giovane è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora a Roma, con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di uscire di casa nelle ore serali e notturne.