Roma, droga servita “al tavolo”: scoperta casa dello spaccio, clienti fumavano crack sul posto (VIDEO)

droga in salotto

Entravano, sceglievano, consumavano. Come in un bar, ma si serviva crack. E tutto senza uscire. In un appartamento a Roma, in zona Laurentina, la droga non si comprava soltanto: si fumava direttamente lì, davanti a un improvvisato “bancone dello spaccio”. È la scena che si sono trovati davanti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno smantellato una vera e propria piazza di spaccio domestica, arrestando una coppia, complici nella vita e negli affari.

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Clienti a orari fissi: un sistema organizzato nei dettagli

Gli agenti del IX Distretto Esposizione hanno documentato un via vai continuo di persone, con accessi scanditi quasi come appuntamenti. Clienti che arrivavano a orari precisi, entravano, acquistavano e restavano lì. A consumare. E la conferma è arrivata quando i poliziotti hanno effettuato il blitz nell’appartamento. Dentro l’abitazione, gli agenti si sono trovati davanti una situazione surreale. Un cliente stava già fumando la sua dose di crack, appena acquistata, davanti a uno dei due gestori, in un “bancone” improvvisato, costruito attorno a un tavolo.

La casa era attrezzata come un piccolo laboratorio. Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato un fornello a gas utilizzato per trasformare la cocaina in crack, oltre a bilancini di precisionebicarbonatocolinicucchiai e strumenti per la lavorazione della sostanza. C’erano anche appunti scritti a mano, con nomi, cifre e quantità, una contabilità precisa dell’attività. In casa erano presenti circa 215 grammi di droga, tra cocaina, hashish e marijuana.

L’arrivo del complice e l’arresto

Durante la perquisizione è arrivato il secondo gestore, compagno della donna trovata in casa. Quando ha varcato la porta, aveva con sé altre dosi di cocaina e cannabis e 380 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività. Per entrambi è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato poi convalidato dall’Autorità giudiziaria.