Roma, ‘duello’ con coltelli e mazza chiodata dietro al Mercato Esquilino: pregiudicati già a piede libero

armi sequestrate Esquilino

Urla, gente che scappa. E di nuovo l’Esquilino, una delle zone più delicate di Roma, che si trasforma per qualche minuto in un ring a cielo aperto. A fermare una violenta lite tra due pregiudicati armati sono stati gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, intervenuti prima che la situazione degenerasse ulteriormente.

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Lite con coltelli e mazza chiodata

È successo nel pomeriggio di ieri, sul retro del mercato rionale di via Turati, area nota per spaccio e consumo di crack e da tempo sottoposta a presidi quotidiani dei gruppi Sicurezza Pubblica Emergenziale e Sicurezza Sociale Urbana. Richiamati dalle grida dei passanti e dalle segnalazioni dei residenti, i caschi bianchi si sono trovati davanti una scena da far west urbano. Un 19enne tunisino stava colpendo un 46enne marocchino con una mazza chiodata, mentre l’altro tentava di difendersi brandendo più coltelli.

L’intervento degli agenti ha evitato il peggio, ma non è bastato a placare la furia del più giovane. Il tunisino, già noto alle forze dell’ordine e destinatario di un provvedimento di espulsione, ha infatti tentato di aggredire anche i caschi bianchi, opponendo violenza e resistenza.

Il 46enne è quindi stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni per le cure del caso. Entrambi gli uomini, già noti alle forze dell’ordine per precedenti legati a furti, rapine e droga, sono stati denunciati a piede libero per violenzaresistenza a pubblico ufficiale e violazione della normativa sulle armi. Per il 19enne risulta inoltre un provvedimento di espulsione già emesso in passato.

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Esquilino, sicurezza e degrado: un equilibrio sempre più fragile

L’area alle spalle del mercato Esquilino è da tempo sotto osservazione. I controlli sono frequenti, ma il contesto resta complesso. Il mix tra microcriminalitàdisagio sociale e diffusione di sostanze a basso costo continua a produrre episodi ad alto tasso di aggressività. Non è solo una questione di ordine pubblico. È una trasformazione urbana che mette sotto pressione chi vive e lavora nel quartiere e chi è chiamato a intervenire ogni giorno.

I sindacati: “Servono strumenti e tutele, non fortuna

Duro il commento del SULPL, il sindacato unitario dei lavoratori della Polizia Locale. Il segretario romano Marco Milani parla di un cambiamento radicale della città. «Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile intervenire per un duello armato in pieno centro alle tre del pomeriggio. Oggi non è più così. La diffusione di droghe devastanti, il senso di impunità e il disagio psichico hanno cambiato Roma e il concetto stesso di sicurezza urbana». Milani chiede più strumenti e più tutele, dai giubbotti antitaglio alle mazzette distanziatrici, fino ai taser. «È difficile fermare un aggressore armato di coltello o di una mazza chiodata affidandosi solo alla fortuna», sottolinea il segretario.

Sulla stessa linea anche l’UGL Polizia Locale. Il segretario Paolo Emilio Nasponi chiama in causa direttamente Comune e Governo. «La Polizia Locale svolge ormai un ruolo centrale nelle grandi metropoli. Servono equiparazione, tutele e strumenti adeguati. La presenza capillare sul territorio oggi passa sempre più da noi».

Il caso di via Filippo Turati non è un episodio isolato. È il sintomo di una tensione quotidiana che si consuma tra bancarelle, fermate dei bus e palazzi storici. E che riapre, ancora una volta, il tema della sicurezza urbana a Roma.