Roma e Fregene nel mirino dei ladri, sgominata la ‘batteria napoletana’: 38 arresti, puntavano alle ville dei vip
Non si accontentavano più dei colpi “facili”. La banda di ladri napoletani voleva il salto di qualità: mettere le mani sulle ville più esclusive di Roma e Fregene, tra cui quelle della famiglia Fendi e del Governatore della Banca d’Italia. Piani studiati, sopralluoghi di giorno e di notte, auto a noleggio con doppi fondi per nascondere gli arnesi da scasso. Ma i sistemi di videosorveglianza blindata hanno spento le loro ambizioni.
Roma e Fregene finiscono così al centro di un’inchiesta che svela i retroscena di una banda di ladri napoletani pronta a colpire residenze di famiglie della moda, del cinema e delle istituzioni. Un progetto rimasto sulla carta, ma sufficiente a far scattare una delle operazioni più imponenti degli ultimi mesi.
L’inchiesta della Procura di Napoli Nord: 38 arresti
È questo uno degli elementi che emerge dall’indagine della Procura di Napoli Nord, che ha portato all’arresto di 38 persone, ritenute parte di sette gruppi criminali specializzati in furti in abitazione, ricettazione e truffe agli anziani, in particolare con la nota tecnica dello specchietto. All’alba del 13 gennaio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura aversana. I capi d’imputazione contestati sono 65, con accuse pesanti e strutturate.
Come agivano le “batterie”: basisti, auto a noleggio e doppi fondi
Tutto comincia da un colpo in un appartamento di Casoria, nel giugno 2023. Da lì, gli investigatori seguono un filo che porta a oltre cento furti commessi con lo stesso schema. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda operava con metodo. Auto a noleggio, spesso modificate con scompartimenti nascosti per occultare arnesi da scasso e refurtiva, così da superare senza affanni eventuali controlli. A Roma il gruppo aveva anche cercato appoggi locali, puntando su un basista trasferitosi nella Capitale.
La svolta investigativa risale all’8 gennaio 2024, quando una delle cosiddette “batterie napoletane” arriva a Roma per un contatto operativo. A organizzare il tutto, un basista romano, vecchia conoscenza del gruppo, pronto a segnalare abitudini e orari dei proprietari. Ma i sistemi di sicurezza – telecamere intelligenti, vigilanza privata e sensori anti-intrusione – rendono i colpi impraticabili. “Troppo rischioso”, si legge in una delle intercettazioni. E la “batteria”, quell’8 gennaio, si ritira senza bottino. Per i loro blitz, i ladri sceglievano auto prese a noleggio, modificate con scomparti nascosti sotto i sedili o nel cruscotto, dove riponevano grimaldelli, chiavi elettroniche e ricetrasmittenti. Un accorgimento che consentiva di superare i controlli delle forze dell’ordine “puliti”, anche dopo lunghi tragitti notturni.
Gli investigatori hanno recuperato un vero arsenale da scasso, insieme a gioielli e contanti, durante le perquisizioni scattate in contemporanea in Campania e nel Lazio.
Le indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e firmate dal procuratore Anna Maria Lucchetta, nascono da un furto in abitazione a Casoria e si sviluppano tra giugno 2023 e ottobre 2024. Un lavoro lungo, paziente, che mette in fila oltre 100 colpi accomunati dallo stesso modus operandi. Alla fine vengono scoperti 40 furti consumati, 3 tentati, 92 rimasti incompiuti, 8 episodi di ricettazione e 3 truffe agli anziani, per un bottino complessivo di 105mila euro tra oro, argento, preziosi e contanti. Reati commessi non solo in Campania, ma anche nel Lazio, tra Roma e Frosinone. E che si sono fermati davanti alle ville di Fregene.