Roma e la ‘Scuola surf Gualtieri’: la nuova video-denuncia del consigliere Giannini alla stazione Termini
Torna al centro del dibattito lo stato dei lavori realizzati a Roma in vista del Giubileo 2025. A riaccendere l’attenzione è una nuova video denuncia del consigliere capitolino di centrodestra Daniele Giannini, che ha scelto un titolo diretto: “Scuola Surf Gualtieri”. Nel filmato, breve ma molto chiaro, l’esponente dell’opposizione mostra alcune delle criticità già visibili nell’area a ridosso della stazione Termini, tra piazza dei Cinquecento, piazza della Repubblica e via delle Terme di Diocleziano.
Pavimentazione instabile e disagi per i pedoni
Il punto più delicato riguarda la sicurezza e la qualità degli interventi. Nel video si vedono infatti mattonelle della nuova pavimentazione già instabili, con lastre che si muovono sotto i piedi. Non solo. Secondo quanto denunciato, anche il percorso tattile destinato alle persone non vedenti risulterebbe già danneggiato. Un segnale che pesa, perché si tratta di opere pensate non solo per migliorare il decoro urbano, ma anche per rendere più accessibili zone cruciali della Capitale, frequentate ogni giorno da residenti, turisti e pendolari.
Per vedere la video denuncia di Giannini, clicca qui: https://www.instagram.com/reel/DW9J6mdCM2F/?igsh=OTdneWc2YWxsajdp
Il paradosso dei lavori ancora in corso
L’aspetto che colpisce di più è però un altro: in quell’area i cantieri sono ancora aperti e diversi interventi risultano tuttora in corso di completamento. Eppure, alcune parti già realizzate mostrano problemi evidenti, dall’asfalto lesionato a vere e proprie voragini in alcuni punti. Il paradosso denunciato da Giannini è questo: mentre il Giubileo si è concluso da mesi, una quota dei lavori già conclusi, almeno parzialmente, sembra necessitare già di nuovi interventi correttivi prima ancora della fine complessiva del cantiere.
Un tema che va oltre la polemica politica
Al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, la questione tocca un tema molto concreto: l’efficacia della spesa pubblica e la durata delle opere finanziate anche con fondi PNRR. In una zona simbolica come quella di Termini, porta d’ingresso della città per milioni di persone, i cittadini chiedono interventi solidi, sicuri e davvero utili. La denuncia politica, in questo caso, apre soprattutto una domanda di merito: com’è possibile che lavori appena rifatti mostrino già segni di cedimento? Ed è su questa risposta che ora si misura la credibilità dell’intervento pubblico.