Roma e Milano in testa per mobilità condivisa: così si risparmiano sino a 3.800 euro annui
Nella classifica delle prime migliori 10 città della mobilità condivisa, Milano e Roma si confermano ai vertici per flotte disponibili, noleggi e km percorsi. In particolare, Milano evidenzia ancora un’offerta e una domanda (noleggi) ripartite in maniera molto equilibrata tra i diversi servizi. Nella top ten dell’offerta di servizi di mobilità condivisa ci sono, nell’ ordine: Milano, Roma, Torino, Firenze, Palermo, Napoli, Verona, Bologna, Rimini e Bari. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla mobilità condivisa, presentato in occasione della VI conferenza nazionale, “Lesscars: drive the revolution”, organizzata dall’Osservatorio nazionale sulla Sharing Mobility.
Roma e Milano in testa per mobilità condivisa
Per la prima volta dalla nascita del trasporto condiviso, il numero di capoluoghi di provincia con almeno un servizio è più alto del numero di quelli senza nessun servizio attivo, 62 contro 46. Dal punto di vista territoriale, i capoluoghi con almeno un servizio sono 35 su 48 totali al nord, 11 su 28 al centro e 16 su 32 al sud. Le uniche regioni che a fine 2021 non avevano servizi significativi, sono l’Umbria, il Molise, e la Basilicata.
In questo modo si possono risparmiare anche 3.800 euro l’anno
Dall’analisi economica della mobilità condivisa emergono due elementi importanti. Il primo è la crescita del fatturato complessivo del settore, arrivato nel 2021 a 130 milioni di euro circa e cresciuto del 52% rispetto al 2020. Il secondo è la comparazione dei costi della mobilità condivisa in relazione ai costi della mobilità privata. Un cittadino che usa più spesso la propria bicicletta in città, il trasporto pubblico e, all’occorrenza, una combinazione di servizi di sharing mobility, può ottenere un risparmio annuo fino a 3.800 euro. Questo rispetto alla scelta di utilizzare abitualmente la propria auto. I soli costi fissi per il possesso di un’auto in Italia permetterebbero l’acquisto di 3 viaggi al giorno con diversi servizi trasporto condiviso.
Il monopattino registra un livello di incidentalità superiore allo scooter
Il monopattino in sharing registra un livello di incidentalità di poco superiore a quello dello scooter sharing. Esattamente 2,07 incidenti ogni 100mila km contro 1,72 del ciclomotore, distanti entrambi dalla bicicletta con il valore di 0,74. Rapportando gli incidenti al numero di viaggi la classifica si inverte e lo scooter sharing precede tutti con 7,77 incidenti ogni 100mila spostamenti, con il monopattino che segue con 5,01 incidenti. E infine la bicicletta con 1,35 incidenti ogni 100 mila spostamenti.