Roma, elezioni 2027, Azione apre al Gualtieri bis al primo turno, ‘Nì’ di AVS: M5S e Lista Raggi ancora senza un “Sì”
Azione apre al Gualtieri bis già al primo turno delle elezioni comunali di Roma del 2027, questo riporta una nota stampa a firma di Alessio D’Amato, mentre il M5S e l’area di Virginia Raggi non hanno ancora espresso un analogo sì formale e senza condizioni al secondo mandato del sindaco uscente. Intanto anche AVS-Alleanza Verdi e Sinistra avrebbe rotto gli indugi: il segretario romano di Sinistra Italiana Mauro Coldagelli avrebbe pre-confermato il sostegno alla coalizione di Gualtieri, ma sul sì definitivo di AVS al bis del primo cittadino dem peserebbe in ogni caso ancora l’ombra pesante di vari dissidi interni che portano la firma del deputato verde Filiberto Zaratti dei Castelli Romani. Il cantiere del Gualtieri bis 2027, dunque, si allarga. Ma più cresce il numero dei potenziali alleati, più aumenta la difficoltà di tenere insieme posizioni politiche profondamente, radicalmente diverse.
Azione apre, ma presenta il conto a Gualtieri
L’apertura più significativa arriva da Alessio D’Amato. Il segretario romano di Azione non ha escluso un accordo con Gualtieri «già dal primo turno», precisando però che servono condizioni programmatiche e una nuova alleanza civica e riformista nella quale Azione abbia pari dignità. D’Amato ha anche chiarito che, al momento, quelle condizioni non sono ancora mature. Non è quindi un’adesione già sottoscritta, ma un segnale politico evidente verso il Campidoglio. Azione, oggi all’opposizione con due consiglieri capitolini, ha già votato insieme alla maggioranza su dossier importanti come il termovalorizzatore e il nuovo stadio della Roma.
Il bis passa sempre di più dalla ricerca di nuovi alleati
La fotografia politica che emerge è particolare. Gualtieri si prepara alla ricandidatura mentre intorno al suo secondo mandato prende forma una coalizione potenzialmente molto più larga di quella che lo portò al Campidoglio. AVS avrebbe opzionato il proprio sostegno con un sì-no sinceramente poco comprensibile e ora Azione lascia concretamente aperta la porta. È una forza, numericamente e politicamente, ma anche il possibile punto debole dell’operazione: costruire il Gualtieri bis significa infatti provare a far convivere forze che sui grandi dossier della Capitale non hanno sempre avuto la stessa linea.
Il nodo M5S e l’ombra lunga di Virginia Raggi
Resta soprattutto il Movimento 5 Stelle. Nei mesi scorsi i pentastellati hanno mostrato disponibilità verso la costruzione di un campo largo, ma ponendo una serie di condizioni programmatiche. Il primo scoglio è quello delle Olimpiadi a Roma nel 2040. Ma sul tavolo resta un’altra contraddizione pesante: l’inceneritore di Santa Palomba, progetto simbolo della Giunta Gualtieri, continua a incontrare l’opposizione di Virginia Raggi e di esponenti del Movimento 5 Stelle. Un nodo difficile da nascondere sotto il tappeto di una futura alleanza elettorale. Poi c’è il nodo ‘rigenerazione’ urbana, che secondo molte componenti progressiste di Roma sarebbe un altro pesante tallone d’Achille della Giunta Gualtieri.
Una coalizione larga, ma tutta ancora da tenere insieme
La vera partita per Gualtieri, quindi, potrebbe non essere soltanto trovare nuovi potenziali sostenitori, ma riuscire a tenerli insieme. Azione considera l’inceneritore Acea un punto irrinunciabile e ha avvertito che non parteciperebbe a una coalizione capace di ostacolarne l’entrata in funzione; Raggi continua invece a combattere quel progetto. AVS ha scelto il sindaco uscente, ma porta al tavolo le proprie priorità su casa, urbanistica e ruolo del pubblico e ancora tante perplessità interne. È qui che il futuro Campo Largo romano dovrà superare la prova più difficile: trasformare una somma di sigle in una coalizione politicamente coerente. Perché il Gualtieri bis può anche allargare il perimetro, ma allargare il perimetro non significa automaticamente cancellare le divisioni.