Roma entra nella sperimentazione sulla disabilità dal 1° marzo 2026: al via il nuovo accertamento unico INPS

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Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità compie un nuovo passo operativo. Con l’estensione della sperimentazione ad altre 40 province, tra cui Roma, prende forma un modello di accertamento destinato a superare l’impianto tradizionale fondato sulla domanda amministrativa presentata direttamente dal cittadino.

Il percorso normativo avviato con la legge 227 del 22 dicembre 2021 e attuato dal decreto legislativo 62 del 2024 entra così in una fase avanzata. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un sistema unitario, destinato a entrare a regime su scala nazionale dal 1° gennaio 2027.

Stop alla domanda amministrativa: parte il certificato medico introduttivo

La novità più evidente riguarda l’avvio della procedura. Dal marzo 2026 non sarà più il cittadino a presentare una domanda formale di riconoscimento dell’invalidità civile o della disabilità.

Il procedimento sarà attivato dal medico certificatore, attraverso la piattaforma telematica dell’INPS, con l’invio di un certificato medico introduttivo corredato dalla documentazione sanitaria. Il sistema punta a semplificare l’accesso, centralizzando la trasmissione degli atti e riducendo i passaggi burocratici che negli anni hanno caratterizzato l’iter amministrativo.

Per i residenti e domiciliati nelle province coinvolte – compresa Roma – l’accesso alla nuova modalità sarà vincolato alla presenza di un medico abilitato alla certificazione INPS.

Una sola commissione nazionale e valutazione multidimensionale

Il nuovo modello prevede che l’accertamento venga affidato a un’unica struttura: l’Unità di Valutazione di Base, gestita esclusivamente dall’INPS. Si supera così il sistema delle commissioni medico-legali articolate a livello territoriale.

Il criterio valutativo non si limiterà alla diagnosi clinica. L’impianto multidimensionale integra la classificazione ICD (International Classification of Diseases), la classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) e il questionario WHODAS a 36 domande, destinato a misurare l’impatto della condizione sulla vita quotidiana, lavorativa e relazionale.

La riforma introduce quindi una prospettiva che considera non solo la patologia, ma anche il funzionamento complessivo della persona.

Certificazione unica e livelli di sostegno

Un altro passaggio centrale riguarda la certificazione. Il nuovo sistema prevede un unico documento che sostituirà i diversi verbali oggi previsti – invalidità civile, legge 104, cecità, sordità – consentendo l’accesso coordinato alle prestazioni assistenziali, previdenziali e fiscali.

Sono previsti quattro livelli di intensità di sostegno: lieve, medio, elevato e molto elevato. La graduazione mira a definire con maggiore precisione il fabbisogno individuale, anche in funzione delle misure di supporto attivabili.

L’estensione della sperimentazione è stata formalizzata con l’approvazione del decreto-legge collegato al PNRR, che individua la riforma come uno degli interventi strutturali del Piano.

Le province coinvolte e il calendario

Dal 1° marzo 2026 entreranno nel nuovo sistema province come Ancona, Bologna, Milano, Torino, Venezia, Verona e Roma, oltre a numerosi territori del Centro-Sud.

La fase sperimentale era già iniziata il 1° gennaio 2025 in province tra cui Firenze, Perugia, Salerno e Trieste. Dal 30 settembre 2025 si sono aggiunte, tra le altre, Palermo, Genova, Vicenza e la Valle d’Aosta, oltre alla Provincia autonoma di Trento.

Il progressivo ampliamento territoriale accompagna la formazione degli operatori sanitari e amministrativi, considerata essenziale in vista dell’estensione definitiva su tutto il territorio nazionale dal 2027.

Le patologie incluse nella prima fase

Nella fase iniziale la valutazione di base si applica a specifiche condizioni: diabete mellito di tipo 2, disturbi dello spettro autistico e sclerosi multipla.

Per altre patologie – tra cui artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie e malattie oncologiche – è attesa l’emanazione dei decreti attuativi che ne disciplineranno l’inclusione.

Il nuovo assetto segna dunque il passaggio da un sistema frammentato a un modello unitario di accertamento, orientato alla valutazione complessiva della persona e dei suoi bisogni di sostegno, con una sperimentazione che nei prossimi mesi coinvolgerà anche la Capitale.