Roma, ergastolo per Kaufmann: condannato per il duplice delitto di Villa Pamphili


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Francis Kaufmann è stato condannato all’ergastolo in primo grado per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, i cui corpi erano stati ritrovati il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, a Roma. La sentenza è arrivata oggi, 5 novembre, davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma. I giudici hanno inoltre disposto per l’imputato tre anni di isolamento diurno.

Il verdetto dopo il processo

Si chiude così il primo grado di uno dei casi di cronaca più drammatici avvenuti a Roma negli ultimi anni. Kaufmann, cittadino americano conosciuto anche con lo pseudonimo Rexal Ford, era accusato dalla Procura capitolina del duplice omicidio aggravato e dell’occultamento di cadavere. La Procura aveva chiesto proprio l’ergastolo con tre anni di isolamento diurno. La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione sostenendo che mancassero prove decisive per attribuire all’imputato i due delitti.

Anastasia uccisa per prima, poi la bambina

Secondo la ricostruzione sostenuta dall’accusa durante il processo, Anastasia sarebbe stata uccisa per prima, soffocata. La piccola Andromeda sarebbe morta alcuni giorni dopo, strangolata. I due corpi furono trovati il 7 giugno 2025 in zone diverse di Villa Pamphili, a circa cento metri di distanza. Dopo i fatti Kaufmann lasciò l’Italia e raggiunse la Grecia, dove venne arrestato sull’isola di Skiathos il 13 giugno e successivamente estradato in Italia.

Quei controlli prima della tragedia

Nel processo è emerso anche uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda. Kaufmann era stato identificato dalle forze dell’ordine in diverse occasioni. L’ultimo controllo risaliva al 5 giugno 2025: secondo la ricostruzione dell’accusa, Anastasia era già morta e l’uomo si trovava con Andromeda, mentre appariva visibilmente ubriaco. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha pronunciato parole durissime, sostenendo in aula che un intervento diverso avrebbe forse potuto salvare la bambina.

Dalla fuga in Grecia all’ergastolo

Anche le condizioni psichiche dell’imputato sono state al centro del procedimento. Il processo era stato temporaneamente sospeso dopo una valutazione sulla sua capacità di stare in giudizio, per poi riprendere nel giugno 2026. A ottobre la Corte aveva respinto la richiesta della difesa di una nuova perizia psichiatrica, ritenendo insufficienti gli elementi per disporla. Oggi è arrivato il verdetto: ergastolo e tre anni di isolamento diurno. Una sentenza di primo grado che mette un primo punto giudiziario sulla morte di Anastasia e Andromeda, ma che potrà naturalmente essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.