Roma, esauriti i fondi del bando per l’autismo: 18 progetti restano senza contributo


Contenuti dell'articolo

A Roma sono esauriti i fondi di un bando dedicato all’inclusione delle persone con autismo: 18 progetti restano senza contributo perché le risorse disponibili non bastano. Lo scrive lo stesso Comune nella determinazione QE/4736 del 12 ottobre 2026, un atto del Dipartimento Politiche sociali e salute. A pagina 7 la spiegazione è esplicita: le proposte «non accedono al contributo per esaurimento del fondo messo a disposizione da Roma Capitale». (Inseriamo il documento integrale in formato scaricabile alla fine di questo articolo.)

Chi riceverà il contributo e chi resta fuori

La graduatoria, pubblicata sul sito capitolino il 13 ottobre, ammette al finanziamento 82 progetti. Altre quattro proposte sono state escluse perché mancavano documenti: un problema diverso da quello delle 18 rimaste senza soldi.

Il bando era rivolto ad associazioni e altri enti del Terzo settore, non direttamente alle famiglie. I numeri indicano quindi i progetti presentati: non corrispondono al numero delle persone coinvolte, né necessariamente a quello delle associazioni partecipanti.

Oltre 173mila euro di differenza

A pagina 6 dell’atto ci sono le cifre: 963.453,60 euro richiesti, ma soltanto 790.398 euro disponibili. Lo scarto è di 173.055,60 euro. Per questa iniziativa, finanziata con risorse statali e regionali, le richieste hanno dunque superato i soldi a disposizione.

Attenzione, però: non significa che siano finiti tutti i fondi per l’autismo a Roma. Il documento cita infatti 3 milioni e 117mila euro assegnati complessivamente dalla Regione, dei quali solo una parte è riservata a questo bando.

Sport, cultura e sostegno alle famiglie

Ma che cosa avrebbero finanziato questi contributi? Attività sportive, culturali e ricreative, percorsi per aiutare le persone con autismo a diventare più autonome e iniziative per dare sollievo ai familiari che le assistono. Il bando prevede fino a 10mila euro per progetto, con un massimo di dieci partecipanti con autismo. Le attività devono svolgersi tra il 12 ottobre 2026 e il 31 dicembre 2027: occasioni di socializzazione e partecipazione alla vita quotidiana, non contributi versati direttamente alle famiglie.

Ora la domanda passa al Campidoglio

Anche per i progetti ammessi, essere in graduatoria non significa avere già ricevuto i soldi. L’atto prevede prima i controlli necessari e poi un altro provvedimento per formalizzare il finanziamento. Restano quindi due questioni concrete: quando arriveranno i contributi previsti e che cosa accadrà alle proposte rimaste fuori. Il Campidoglio intende trovare altre risorse per finanziarle? È questa la scelta sulla quale l’amministrazione è chiamata a dare una risposta.