Roma, escalation di bombe e pistole nelle periferie: auto crivellate a Casal Bruciato, cosa sta accadendo
A Roma la lunga scia di attentati nelle periferie sembra aver compiuto un nuovo salto di livello: dopo le bombe carta, a Casal Bruciato sono arrivati anche i colpi di pistola contro alcune auto parcheggiate vicino a uno stabile già finito nel mirino pochi giorni prima. Un episodio sul quale stanno indagando i Carabinieri e che si inserisce in un quadro criminale sempre più preoccupante, con circa venti esplosioni registrate nella Capitale negli ultimi cinque mesi.
Casal Bruciato, dalle bombe agli spari
L’ultimo allarme è scattato dopo il ritrovamento di automobili colpite da proiettili nella zona di Casal Bruciato. Almeno una vettura presentava anche i finestrini danneggiati. Nello stesso quadrante, nella notte del 2 novembre, un ordigno rudimentale aveva colpito l’ingresso di un palazzo, provocando danni ma senza feriti. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se e in quale misura i diversi episodi siano collegati.
Una ventina di ordigni in cinque mesi
Il dato che fotografa meglio la situazione è quello della frequenza degli attentati. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, negli ultimi cinque mesi a Roma sono esplosi circa venti ordigni rudimentali. Nel mirino sono finiti palazzi, attività commerciali, autonoleggi, sale giochi e altri esercizi, soprattutto nelle periferie orientali e sud-orientali della città. Alcuni episodi hanno provocato danni molto pesanti agli edifici.
La pista dei regolamenti di conti
Una delle ipotesi seguite dagli investigatori riguarda possibili contrasti tra gruppi criminali interessati al controllo del territorio e delle piazze di spaccio. È però un punto sul quale serve prudenza: non risulta accertato che tutti gli attentati abbiano una sola regia o che facciano parte dello stesso conflitto. Le indagini su alcuni episodi coinvolgono anche strutture investigative specializzate, mentre Prefettura e forze dell’ordine hanno già affrontato il fenomeno nei tavoli dedicati alla sicurezza.
Ordigni più potenti, cresce l’allarme
A preoccupare non è soltanto il numero degli episodi, ma anche la capacità distruttiva mostrata da alcuni ordigni. Le cronache degli ultimi mesi descrivono esplosioni in grado di danneggiare seriamente portoni, locali e appartamenti. Gli accertamenti puntano quindi anche a capire chi realizzi questi dispositivi e se dietro agli attentati più gravi possano esserci persone con competenze specifiche.
Il punto più inquietante resta però un altro: bombe e colpi d’arma da fuoco stanno ormai entrando nella quotidianità di quartieri abitati da migliaia di persone. E mentre continua la caccia ai responsabili, la priorità degli investigatori è capire se Roma si trovi davanti a una serie di intimidazioni separate o ai segnali di un più ampio riassetto degli equilibri criminali.