Roma Eur, strade e parcheggi incompiuti: Schiuma e Cimini denunciano il caso di via Acqua Acetosa Ostiense


Nel quadrante di Roma Eur torna al centro del dibattito pubblico il tema delle opere mai completate e degli interventi rimasti sulla carta, strade e parcheggi incompiuti. A rilanciare la questione sono Massimo Cimini, presidente dell’associazione “Decima IX Eur”, e Fabio Sabbatani Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. In una nota congiunta i due puntano il dito contro anni di ritardi accumulati su un’area considerata strategica per la città. Al centro della denuncia ci sono Via Acqua Acetosa Ostiense, il quartiere Papillo e la zona di Colle Parnaso.

Le opere ferme e i nodi irrisolti

Secondo Cimini e Schiuma, dopo quasi quindici anni di amministrazioni di centrosinistra tra Roma Capitale e Municipio IX, il territorio sarebbe rimasto segnato da interventi incompiuti e problemi mai risolti. Tra i punti indicati ci sono il completamento del parcheggio di Via Italo Calvino e la complanare tra Papillo e Colle Parnaso, ritenuti interventi importanti per alleggerire il traffico e rendere più ordinata la mobilità della zona. Resterebbero inoltre aperte criticità su Via Acqua Acetosa Ostiense, da tempo segnalate dai residenti.

Il caso dei Casali e degli oneri concessori

Nella nota viene richiamata anche la mancata riqualificazione dei Casali di Via Alberto Moravia, indicata come un’altra occasione persa per il rilancio del quadrante. A questo si aggiunge una domanda politica e amministrativa che, secondo i firmatari, aspetta ancora chiarimenti: quella sulla destinazione degli oneri concessori versati dai costruttori. Il tema tocca un punto molto sentito dai cittadini, perché riguarda risorse che dovrebbero tradursi in servizi, opere e miglioramenti concreti per la vita quotidiana dei quartieri.

La richiesta: risposte e tempi certi

Il messaggio finale è netto ma resta sul terreno del servizio ai cittadini: servono trasparenza, responsabilità e decisioni rapide. Per Cimini e Schiuma, il problema non è solo il ritardo in sé, ma l’effetto che questo produce su sicurezza, viabilità e qualità della vita. In un’area dove abitano molte famiglie e dove il traffico pesa ogni giorno sugli spostamenti, l’assenza di risposte viene letta come un segnale di scarsa programmazione. La richiesta è quella di aprire finalmente una fase nuova, con tempi certi e atti concreti.