Roma Eur: un quartiere moderno che custodisce storie sorprendenti

Roma, quartiere Eur

L’Eur non è un semplice quartiere: è un esperimento urbano rimasto sospeso, un progetto nato per celebrare l’Esposizione Universale del 1942 e poi travolto dalla storia. Proprio questo “non compimento” lo ha trasformato in un luogo pieno di sfumature inattese, dove la modernità dialoga con un’idea di Roma che voleva essere eterna e contemporanea allo stesso tempo. E qui iniziano le curiosità di Roma Eur, spesso ignorate anche da chi l’Eur lo vive ogni giorno.

Un quartiere progettato per un’esposizione mai avvenuta

La sua storia comincia ufficialmente nel 1937, quando si decise che Roma avrebbe ospitato una grande esposizione internazionale nel 1942. Si chiamò E42, diventato poi EUR. L’esposizione, però, non vide mai la luce. Rimase un’idea interrotta dalla guerra, ma non cancellata: gli edifici già costruiti si trasformarono nel nucleo di un quartiere nuovo, completato nel dopoguerra senza perdere il piglio monumentale originario.
Il risultato è un mix unico: geometrie imponenti, piazze grandi come scenografie cinematografiche, palazzi che sembrano citazioni dell’antichità restituite in chiave razionalista. È il volto più moderno di Roma, quello che sorprende i romani stessi.

Dal “Colosseo Quadrato” ai segreti del laghetto

Tra le icone dell’Eur spicca il Palazzo della Civiltà Italiana, soprannominato “Colosseo Quadrato”. Le sue file di archi – 54 per lato – disegnano un equilibrio quasi ipnotico. È un edificio che intimorisce e affascina, perché parla direttamente del sogno di una nuova Roma che avrebbe dovuto mostrare al mondo la capacità italiana di unire tradizione e futuro.

Poco distante, il Palazzo dei Congressi e la Nuvola, firmata da Massimiliano Fuksas, raccontano invece il volto più recente dell’Eur: un quartiere che non si è mai fermato, che continua a crescere e a ridefinirsi. È interessante notare come l’intero impianto urbanistico sia stato pensato per apparire come un grande percorso scenico: viali larghissimi, assi prospettici che incorniciano le architetture, piazze che sembrano set teatrali pronti all’azione.

E poi c’è il Laghetto dell’Eur, nato come bacino artificiale che doveva accompagnare i padiglioni dell’esposizione mancata. Oggi è un’oasi urbana, teatro di passeggiate tranquille, sport, eventi. Il suo parco centrale fu immaginato già negli anni ’30, a dimostrazione di quanto questo quartiere fosse stato concepito come un sistema completo, non un semplice insediamento.

L’Eur come romanzo urbano: contrasti, simboli e trasformazioni

La grande forza dell’Eur sta nei contrasti. Marmo bianco che riflette il sole in modo quasi abbagliante. Silenzi che fanno eco ai passi. Sfumature di verde che addolciscono la rigidità delle geometrie.
Nonostante la sua origine fortemente politica, l’Eur ha saputo reinventarsi nel dopoguerra, diventando un hub economico, residenziale e culturale. È passato attraverso diverse identità senza mai tradire quella originale.

E nelle sue linee così nette, nei palazzi che sembrano scolpiti più che costruiti, resta una lezione urbana che nessun altro quartiere romano possiede: qui la storia non è solo dietro di noi, ma anche davanti. Qui, le curiosità di Roma Eur sono incastonate nelle superfici, nelle prospettive, negli spazi aperti che invitano a guardare più lontano.