Roma-Eur: viale della Tecnica diventa a senso unico. Carreggiata stretta in una notte, ma nessuno sa perché

Roma, viale della Tecnica ristretta, foto Ripartiamo dall'Eur

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Roma, l’Ente “Ripartiamo dall’Eur” ha presentato il 14 febbraio una richiesta ufficiale di accesso agli atti per conoscere il progetto che ha portato al restringimento della carreggiata in viale della Tecnica, nel cuore dell’EUR, ed ha ottenuto dopo soli quattro giorni – il 18 febbraio – una risposta ufficiale dell’Avvocatura capitolina che scarica su Municipio IX e Polizia Locale di dare veloce riscontro a tali richieste. Destinatari della richiesta dei cittadini: Municipio IX, Dipartimenti capitolini competenti e Polizia Locale. L’obiettivo è chiaro: capire chi ha deciso cosa, con quale obiettivo, sulla base di quali atti e, infine, con quali soldi.

La risposta dell’Avvocatura: “Non è competenza nostra”

La prima reazione, veloce, è arrivata come anzidetto dall’Avvocatura capitolina, guidata dall’avvocato Nicola Sabato. In una nota protocollata il 18 febbraio, l’ufficio legale di Roma Capitale rimanda la palla a Municipio IX, uffici tecnici e Polizia Locale del IX Gruppo. La formula è asciutta ma significativa: la struttura “Non ha formato né detiene i documenti di cui è chiesto l’accesso”. Tradotto: non siamo noi a dover rispondere. Tocca ad altri fornire chiarimenti ai cittadini.

Il nodo: una carreggiata improvvisamente più stretta

Tutto nasce da ciò che i residenti hanno visto su strada il 14 febbraio: un restringimento permanente della carreggiata, delimitato da barriere arancioni e nuova segnaletica di deviazione. Non un semplice cantiere temporaneo, ma un assetto che appare destinato a restare. Secondo verifiche informali tra i residenti, si tratterebbe di lavori funzionali alla realizzazione o modifica di una pista ciclabile. Ma sui canali ufficiali, almeno finora, nessuna comunicazione pubblica dettagliata.

“Nessun atto consultabile”: la denuncia dell’Ente

È questo il punto politico della vicenda. “Ripartiamo dall’Eur” sostiene che non risultano ordinanze, determine dirigenziali o progetti consultabili pubblicamente. Non vi sono cartelli di cantiere. Nulla. Nessuna delibera facilmente reperibile, nessuna spiegazione preventiva ai cittadini su finalità, tempi e impatto sull’assetto viario. Per un quartiere che vive di flussi pendolari e traffico intenso, la modifica di una carreggiata non è dettaglio secondario.

Cosa chiedono i cittadini, nero su bianco

L’istanza di accesso agli atti è ampia e puntuale. L’Ente chiede il progetto completo, comprese tavole progettuali, relazioni tecniche e cronoprogramma dei lavori. Vuole conoscere eventuali atti autorizzativi, ordinanze di cantiere, documentazione sulla sicurezza, l’indicazione dell’ente appaltante e dell’impresa esecutrice. E ancora: il quadro economico dell’intervento, le fonti di finanziamento – PNRR o fondi comunali/mutui – e gli eventuali studi sull’impatto sul traffico.

La questione della trasparenza amministrativa

Il passaggio istituzionale è delicato. L’accesso agli atti, previsto dalla legge 241 del 1990 e dal decreto trasparenza del 2013, obbliga l’amministrazione a rispondere entro 30 giorni. Non è una richiesta politica in senso stretto, ma uno strumento di controllo civico. Quando un Ente territoriale lo utilizza, segnala una frattura tra decisione amministrativa e percezione pubblica.

Tra mobilità sostenibile e vivibilità del quartiere

Nessuno, almeno formalmente, contesta il principio della mobilità sostenibile. L’Ente stesso rivendica finalità coerenti con la tutela del decoro urbano e della sicurezza stradale. Il nodo è un altro: l’assenza di informazioni preventive e il timore che un intervento strutturale venga realizzato senza un confronto aperto. Una pista ciclabile può essere un valore aggiunto, ma solo se inserita in un disegno comprensibile.

Ora la palla passa agli uffici

Dopo il passo indietro dell’Avvocatura, la responsabilità di rispondere ricade sugli uffici tecnici del Municipio IX e sui Dipartimenti capitolini competenti. Saranno loro a dover chiarire se esiste un progetto organico, se l’intervento è definitivo o sperimentale e quale sarà il nuovo assetto della carreggiata. Il conto alla rovescia dei 30 giorni è iniziato. A viale della Tecnica non si discute solo di corsie e barriere: si discute di metodo amministrativo e trasparenza.