Roma, fai il pieno ma ricevi meno carburante: sequestrata una pompa di benzina al Pigneto
Il display segna i litri caricati e il cliente paga. Ma nel serbatoio entra meno carburante di quella segnata. È il meccanismo che la Guardia di Finanza ha scoperto durante un controllo in un distributore di carburante a Roma, al Pigneto, dove una delle colonnine sarebbe stata manomessa per alterare la quantità di carburante indicata ai clienti. Un sistema che avrebbe consentito di incassare denaro per benzina mai effettivamente erogata. Per questo i finanzieri hanno sequestrato l’impianto e denunciato il responsabile all’autorità giudiziaria.
Il controllo nel distributore
L’intervento è stato eseguito dai militari del 5° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza nell’ambito delle verifiche periodiche sul settore dei carburanti, un comparto da anni sotto osservazione per possibili irregolarità legate sia ai prezzi sia alla quantità di prodotto venduto. Durante l’ispezione gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sulle apparecchiature di erogazione e sui sistemi di misurazione utilizzati dall’impianto. Proprio su una delle pompe sarebbero emerse anomalie che hanno portato ad approfondire gli accertamenti.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, il misuratore fiscale della colonnina era stato alterato attraverso la manomissione dei sigilli e di alcuni componenti interni. In pratica il sistema indicava sul display una quantità di carburante superiore rispetto a quella realmente immessa nel serbatoio dell’automobilista. Il risultato era semplice: il cliente pagava per più litri di quelli effettivamente ricevuti. Una differenza apparentemente minima su un singolo rifornimento, ma che moltiplicata per centinaia di operazioni avrebbe potuto trasformarsi in un guadagno illecito consistente.
Sequestro e denuncia della pompa di benzina
Al termine delle verifiche la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro la colonnina ritenuta irregolare. Il gestore è stato segnalato alla Procura con le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e utilizzo di strumenti di misura alterati. Gli accertamenti proseguono per chiarire da quanto tempo il sistema fosse in funzione e quantificare l’eventuale danno economico subito dagli automobilisti che si sono riforniti presso l’impianto.