Roma, famiglia sterminata in via Collatina, dieci chilometri di follia: “Forse in fuga perché irregolari”

Famiglia uccisa in via Collatina

C’era stata una segnalazione sull’App YouPol, che li segnalava come spacciatori poco prima della tragedia. Poi la fuga, con loro che hanno premuto sull’acceleratore invece che sul freno. Anche quando era chiaro che così poteva finire nel peggiore dei modi. Poi lo schianto su via Collatina. Dentro una Punto, una famiglia: Giovanni Battista Ardovini, 70 anni, la moglie Patrizia Capraro, 64, e il figlio Alessio Ardovini, 41. Sono morti tutti. A bordo della Toyota Yaris in fuga c’erano tre giovani stranieri. Ora sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale.

Roma, strage di via Collatina, chi erano Giovanni, Patrizia e Alessio Ardovini: famiglia uccisa da un’auto in fuga

La segnalazione su Youpol e la fuga folle

Tutto comincia con un alert sull’app Youpol. Una segnalazione parla di una Yaris sospetta ferma in viale Palmiro Togliatti, all’incrocio con via Ascoli Satriano, al Quarticciolo. A bordo tre ragazzi. L’auto è a noleggio, cosa che insospettisce maggiormente gli agenti, visto che solitamente gli spacciatori usano le vetture a nolo per trasportare droga ed effettuare consegne. Quando la polizia prova a fermarli, il conducente non rallenta. Anzi. Parte a tutto gas. Da lì scatta un inseguimento che attraversa mezza città. Prima la Togliatti, poi la Collatina. Per diversi chilometri la Yaris zigzaga, invade corsie, sfiora altre vetture, ne prende una, per fortuna senza fare male a nessuno. Le immagini della dashcam della volante documentano tutto: la fuga, le manovre azzardate, il rischio continuo.

Poco prima della rotatoria con via di Salone, l’impatto. Frontale. Violento. Devastante. Sull’altra auto viaggiano Giovanni Battista Ardovini, 70 anni, la moglie Patrizia Capraro, 64, e il figlio Alessio Ardovini, 41. I genitori muoiono sul colpo. Il figlio viene trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, ma non sopravvive. In pochi istanti una famiglia viene spazzata via.

Roma, non si fermano all’alt e travolgono una famiglia in via Collatina: morti padre, madre e figlio

Chi sono i tre arrestati

Alla guida c’era un 24enne argentino, con precedenti per furto e maltrattamenti. Accanto a lui un 27enne cileno. Sul sedile posteriore un 19enne cubano. Secondo quanto emerso, avrebbero tentato la fuga anche perché irregolari sul territorio italiano. Dopo l’impatto vengono trovati nell’auto un jammer, strumento usato per disturbare le comunicazioni, e arnesi da scasso. ElUno dei tre è stato bloccato subito. Gli altri due sono ricoverati in ospedale, piantonati. Per uno si è resa necessaria l’amputazione di una gamba. Non sono in pericolo di vita.

La Procura di Roma non contesta un semplice omicidio stradale. L’accusa è più pesante: omicidio con dolo eventuale. Significa che, pur non volendo uccidere, chi guida accetta il rischio concreto che qualcuno possa morire e continua comunque la sua azione. In pratica, hanno scelto di scappare anche sapendo che poteva finire così. Se l’impianto accusatorio verrà confermato, la pena può superare i vent’anni di carcere. Ai capi d’imputazione si aggiungono la resistenza a pubblico ufficiale, il possesso del jammer, gli arnesi da scasso e la violazione dell’articolo 192 del Codice della strada, che punisce chi non si ferma all’alt.

Gli inquirenti stanno analizzando le immagini della dashcam e raccogliendo testimonianze. Saranno decisivi anche gli esami tossicologici e l’autopsia sulle vittime. La domanda resta una sola. Valeva la pena rischiare tutto per una fuga? La risposta, oggi, è scritta sull’asfalto di via Collatina.