Roma, fanno un colpo da 30 mila euro, scappano in “staffetta” e speronano l’auto della polizia: arrestati
Prima il colpo da 30 mila euro, poi la fuga con la “staffetta”, inseguiti dalle auto della polizia, infine la mossa disperata: speronare la volante, nel tentativo di sfuggire all’arresto. È stata una notte movimentata a Roma, quella tra lunedì e martedì, per due giovani, arrestati dalla polizia dopo un inseguimento da parte di più pattuglie.
Il furto nel negozio di ottica, l’inseguimento e lo speronamento
Tutto è iniziato con il colpo in un negozio di ottica in Viale Ippocrate, in zona dell’Università. I ladri hanno forzato l’ingresso e si sono diretti verso l’attrezzatura più costosa: macchine fotografiche professionali e obiettivi, per un valore di 30 mila euro. L’allarme, però, è partito subito. E al Numero Unico di Emergenza 112 è arrivata la segnalazione. Caricato il bottino su un’auto, i due hanno tentato la fuga. Ma una pattuglia del Commissariato Porta Pia li aveva già intercettati, iniziando l’inseguimento.
Quando si sono trovati davanti un secondo equipaggio, hanno finto di fermarsi. Poi hanno cambiato idea: hanno accelerato e speronato l’auto della polizia, riuscendo per qualche minuto a far perdere le loro tracce.
La fuga “a staffetta” e il cambio di auto
A quel punto è scattato il piano B. Una fuga a staffetta, con cambio di auto per confondere le ricerche. La prima vettura è stata ritrovata poco dopo in zona Tiburtina, abbandonata. Dentro c’era ancora tutta la refurtiva. I due, convinti di aver guadagnato tempo, si erano già spostati su un’altra utilitaria. Ma gli agenti avevano ormai ricostruito i movimenti.
La loro corsa è finita poco dopo, quando una pattuglia del Commissariato Vescovio ha sbarrato di nuovo la strada, a piazzale del Verano. I due hanno provato nuovamente a fare resistenza, senza riuscirci. Per entrambi sono scattate le manette con le accuse di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Durante i controlli è emerso un elemento che dice molto più del colpo in sé. I due avevano con sé un dispositivo OBD, uno strumento usato per manomettere le auto senza forzare serrature. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria.