Roma, fermata bus cancellata da mesi: residenti costretti a fare la strada a piedi, esplode la protesta a Boccea
La fermata sparisce. I disagi restano. C’è chi deve accompagnare i figli a scuola. Chi prende l’autobus per andare al lavoro. Chi, semplicemente, ha difficoltà a camminare. Da oltre tre mesi, però, per centinaia di residenti di Boccea, Belvedere Montello e Collina delle Muse, prendere il bus è diventato più complicato.
La fermata Boccea/Belvedere Montello è stata soppressa e, mentre i cittadini raccolgono firme e organizzano proteste, dal Campidoglio non è ancora arrivata una soluzione definitiva. Una vicenda che sta diventando un caso politico e che riaccende il dibattito sulla mobilità pubblica a Roma, soprattutto nelle periferie dove spesso basta eliminare una fermata per isolare interi quartieri.
La fermata scomparsa e la rabbia dei residenti
A sollevare nuovamente il caso è stata Forza Italia Roma. “Da mesi la soppressione della fermata dell’autobus Boccea Belvedere Montello sta creando enormi disagi a tutti i residenti che, quotidianamente, se ne servivano. Una decisione inspiegabile che, ancora una volta, palesa la totale incapacità dell’Amministrazione Gualtieri di approntare un’adeguata e sistematica pianificazione della mobilità fondata su un’analisi razionale dei flussi e delle esigenze dei cittadini romani. Cittadini che, oramai esasperati da una decisione ‘calata dall’alto’ che complica notevolmente i loro spostamenti, hanno organizzato una manifestazione di protesta con tanto di raccolta firme, arrivate puntuali e numerose. Forza Italia Roma, per mezzo del consigliere municipale Alessio Marsili, continuerà a monitorare la situazione, a chiedere l’introduzione di nuove fermate o di variazioni minime di percorso e, ovviamente, a pretendere una pianificazione della mobilità realmente rispondente alle necessità della cittadinanza”, hanno dichiarato la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini, il segretario municipale Francesco Collarino e il consigliere del Municipio XIII Alessio Marsili.
Ma perché la fermata è stata soppressa? Tutto ha inizio dopo un incidente avvenuto nel dicembre 2025, successivamente al quale la Polizia Locale ha evidenziato criticità legate alla sicurezza dei pedoni. In particolare, per raggiungere la fermata gli utenti sarebbero stati costretti ad attraversare una rampa stradale priva di un adeguato attraversamento pedonale. Dopo ulteriori verifiche, il Dipartimento Mobilità avrebbe quindi richiesto ad Atac la sospensione del servizio fino alla risoluzione delle problematiche segnalate. Soluzione che, evidentemente, finora non c’è stata.
Sicurezza contro servizi
La questione mette in evidenza una contraddizione che a Roma si ripete spesso. Da una parte c’è la necessità di garantire la sicurezza degli utenti. Dall’altra c’è il diritto dei cittadini ad avere un servizio pubblico efficiente. Se una fermata viene considerata pericolosa, la chiusura può essere inevitabile. Il problema nasce quando alla chiusura non segue una soluzione alternativa in tempi rapidi. E così il disagio finisce sulle spalle dei residenti. Secondo diverse segnalazioni raccolte dai comitati di quartiere, alcuni utenti sarebbero ora costretti a percorrere centinaia di metri in più per raggiungere le fermate più vicine, con difficoltà particolarmente pesanti per anziani, persone con disabilità e famiglie con bambini.
Il caso di Belvedere Montello non riguarda soltanto una fermata. Riguarda un modello di città che continua a mostrare le sue fragilità proprio nelle zone più lontane dal centro. Mentre si investono miliardi nelle grandi opere e nelle nuove infrastrutture, molte periferie continuano a fare i conti con problemi molto più concreti: autobus che passano di rado, fermate soppresse, collegamenti insufficienti e tempi di percorrenza sempre più lunghi.
Per chi vive in quartieri come Casalotti, Collina delle Muse e Boccea, la mobilità non può diventare un dibattito. È il percorso quotidiano per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o raggiungere un ospedale. Per questo motivo la protesta di Belvedere Montello non riguarda soltanto una palina dell’Atac. Riguarda il rapporto tra istituzioni e cittadini. E soprattutto una domanda che, dopo mesi, attende ancora una risposta: quando tornerà un servizio adeguato per un quartiere che continua a sentirsi lasciato a piedi?