Roma, Festa del Sacrificio a Villa Gordiani, due multe della Polizia Locale dopo la manifestazione. FdI attacca: “Il Comune sapeva? Le verifiche dovevano essere fatte prima”
Per settimane la risposta è stata il silenzio. Poi, dopo accessi agli atti, solleciti e richieste formali, sono arrivati i documenti. E insieme ai documenti sono emersi anche due verbali della Polizia Locale di Roma Capitale che contestano irregolarità amministrative riscontrate durante la Festa del Sacrificio (Eid al-Adha) organizzata il 31 maggio nel Parco di Villa Gordiani, nel Municipio V.
Una vicenda che ora diventa un caso politico. Perché, secondo Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, e Fabio Piattoni, consigliere del Municipio V, la polemica non riguarda la celebrazione religiosa, che definiscono un diritto da garantire, ma il rispetto delle procedure amministrative e i controlli che avrebbero dovuto precedere l’evento e non arrivare dopo. La domanda che pongono è semplice quanto pesante: chi ha verificato che fosse tutto in regola prima dell’apertura della manifestazione?
I verbali della Polizia Locale: contestate irregolarità su somministrazione e strutture
I documenti sono stati trasmessi ai consiglieri soltanto il 1° luglio, dopo settimane di richieste. Il primo verbale della Polizia Locale del Gruppo V Prenestino contesta alla Comunità Islamica di Roma la somministrazione di alimenti e bevande senza la prevista SCIA, oltre a rilevare difformità rispetto a quanto autorizzato per alcune strutture installate nell’area. Secondo quanto riportato nel verbale, durante il sopralluogo sarebbe stata riscontrata la presenza di un’area dedicata alla preparazione e distribuzione di cibo senza che risultasse il relativo titolo amministrativo.
Nel secondo verbale vengono richiamate ulteriori violazioni amministrative relative proprio alle strutture temporanee. Dalla documentazione emerge una contestazione per difformità rispetto alla documentazione autorizzata, relativa al palco e ai gazebo installati durante la manifestazione. Le contestazioni sono state elevate a evento ormai concluso, il 2 giugno, e prevedono le relative sanzioni amministrative.
“Le verifiche dovevano essere fatte prima”
È proprio questo l’aspetto sul quale insistono Rocca e Piattoni. E da qui nasce lo scontro politico. Secondo i due esponenti di Fratelli d’Italia gli atti dimostrerebbero che alcune irregolarità sarebbero state accertate solo dopo lo svolgimento della manifestazione, mentre le verifiche sulla completezza della documentazione avrebbero dovuto precederne l’autorizzazione.
Già nei giorni precedenti alla manifestazione, i due esponenti di Fdi avevano presentato un accesso agli atti chiedendo tutta la documentazione relativa all’organizzazione dell’Eid al-Adha: autorizzazioni, concessioni, piano della sicurezza, nulla osta, documentazione sanitaria, autorizzazioni per gazebo e strutture temporanee, oltre alla SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande, all’elenco degli operatori coinvolti e alla documentazione relativa ai requisiti HACCP. Successivamente, non trovando nel fascicolo la documentazione richiesta, hanno inviato una nuova nota segnalando che risultavano mancanti proprio la SCIA, l’elenco degli operatori alimentari, la documentazione HACCP e gli atti relativi al calcolo del canone di occupazione del suolo pubblico.
“Proprio il documento sul quale abbiamo insistito maggiormente è poi diventato oggetto della contestazione amministrativa elevata dalla Polizia Locale, insieme alle difformità relative al palco e al posizionamento dei gazebo”, dichiarano i due consiglieri. “Le verifiche sulla completezza della documentazione autorizzativa avrebbero dovuto essere effettuate prima dell’inizio della manifestazione e non quando l’evento si era ormai concluso. Dagli atti emerge invece che sono state successivamente contestate
attività svolte in assenza dei necessari titoli amministrativi. Una situazione che difficilmente verrebbe consentita in altre manifestazioni pubbliche e sulla quale il Municipio V e Roma Capitale devono spiegare ai cittadini chi avrebbe dovuto verificare preventivamente la regolarità della pratica”.
Il caso del canone: “Per una manifestazione di queste dimensioni soltanto 72 euro”
Tra gli aspetti su cui FdI chiede chiarimenti compare anche il canone per l’occupazione del suolo pubblico. Dagli atti emerge infatti che per una manifestazione di grandi dimensioni, con gazebo gastronomici, gazebo culturali, palco, sedute, servizi igienici e strutture accessorie, il canone patrimoniale richiesto agli organizzatori sarebbe stato di appena 72,45 euro. Un importo che, secondo Rocca e Piattoni, merita spiegazioni.
Nei documenti inviati al Municipio, i due consiglieri chiedono infatti di conoscere come sia stato effettuato il calcolo, quali superfici siano state considerate commerciali, quali siano state ritenute esenti e con quali criteri sia stato determinato l’importo finale. “È una cifra davvero congrua?” si chiedono i due esponenti di Fratelli d’Italia.
Chi ha autorizzato i mezzi dentro Villa Gordiani?
Tra i punti evidenziati da Fratelli d’Italia compare anche l’accesso dei veicoli all’interno del Parco archeologico di Villa Gordiani. Secondo quanto dichiarano Rocca e Piattoni, dagli atti acquisiti risulterebbe che l’ufficio competente non avrebbe ricevuto richieste di autorizzazione per l’ingresso degli automezzi.
Da qui un’altra domanda rivolta all’amministrazione capitolina: chi ha autorizzato quei mezzi a entrare nel parco? E, soprattutto, sono state elevate eventuali contestazioni?
“Non è una battaglia contro una religione”
I consiglieri di Fratelli d’Italia respingono qualsiasi lettura ideologica della vicenda. La loro posizione, spiegano, non riguarda la celebrazione della Festa del Sacrificio, una delle principali ricorrenze della religione islamica, ma il rispetto delle procedure amministrative. “Il diritto di professare la propria fede deve essere sempre garantito. Ma una vera integrazione si costruisce nel rispetto delle stesse regole che valgono per tutti, senza eccezioni e senza il rischio che possa anche solo sorgere il dubbio di trattamenti di favore”.
Per questo Rocca e Piattoni chiedono che il presidente del Municipio V Mauro Caliste e il sindaco Roberto Gualtieri riferiscano pubblicamente sulla vicenda. L’interrogativo centrale resta uno: le verifiche amministrative sono state svolte prima della manifestazione oppure soltanto quando ormai l’evento era terminato?
È proprio su questo passaggio che si concentra oggi il confronto politico. Perché i verbali della Polizia Locale raccontano che alcune contestazioni sono effettivamente state elevate. Ma il punto, secondo l’opposizione, non è tanto che siano state fatte, quanto quando siano state fatte. Ed è su quel “prima” o “dopo” che ora Municipio e Campidoglio sono chiamati a dare una risposta.