Roma, follia al San Giovanni: distrugge il pronto soccorso e prende a testate un infermiere
È arrivato in ambulanza, agitato. È stato visitato, stabilizzato, assistito. Poi, davanti a un “no”, ha reagito con una testata in pieno volto a un infermiere. Ancora violenza in un pronto soccorso di Roma, ancora un operatore sanitario finito in ospedale mentre stava lavorando. È successo al San Giovanni, dove un paziente ha trasformato una richiesta respinta in una violenta aggressione.
Roma: mostra i genitali in strada, poi distrugge il pronto soccorso del San Giovanni
La violenza al pronto soccorso
L’uomo era stato accompagnato al pronto soccorso a bordo di un’ambulanza dell’Ares 118, già in evidente stato di agitazione psicomotoria. I medici e gli infermieri sono intervenuti subito, somministrando una terapia farmacologica per riportarlo alla calma. Una volta stabilizzato, però, il paziente ha insistito per ottenere delle prescrizioni mediche specifiche. Richieste che, secondo i protocolli, non possono essere soddisfatte in un reparto d’emergenza. Al rifiuto del personale, motivato dal rispetto delle regole, la situazione è degenerata.
L’uomo ha reagito con violenza improvvisa. Ha colpito un infermiere con una testata, danneggiando anche alcune strutture dell’area d’emergenza. Il sanitario è stato medicato e ha riportato una prognosi di 10 giorni. Un altro episodio che si aggiunge alla lunga serie di aggressioni negli ospedali romani, sempre più spesso teatro di tensioni e scontri.
L’ennesimo caso e l’allarme negli ospedali
Quella avvenuta al San Giovanni non è certo l’unica violenza che si registra negli ospedali della Capitale. Negli ultimi mesi, gli episodi di violenza contro il personale sanitario si sono moltiplicati, soprattutto nei pronto soccorso, dove la pressione resta alta e i tempi di attesa alimentano nervosismo e frustrazione. Il San Giovanni non è nuovo a situazioni simili. Medici e infermieri lavorano spesso in condizioni difficili, tra carichi di lavoro pesanti e sicurezza non sempre garantita. Dura la posizione della direzione sanitaria, che ha parlato di episodio inaccettabile e ha espresso solidarietà all’infermiere aggredito.
Parole che arrivano dopo l’ennesimo episodio di violenza in corsia. Perché chi cura non dovrebbe mai trovarsi a difendersi. E invece, sempre più spesso, succede.