Roma, Forte Prenestino, FdI contro il generale Buratti: “Legittima l’irregolarità dei centri sociali”
Roma, il centro sociale Forte Prenestino torna al centro del dibattito romano sulle occupazioni. A far ripartire la discussione sono le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione d’inchiesta sulle Città e le Periferie della Camera, Marco Perissa (FdI), che dice di essere rimasto sorpreso dalle parole del generale della Guardia di Finanza Buratti, rilasciate mercoledì 22 aprile, a margine dell’inaugurazione del Forte Aurelia a Roma, riaperto dopo il restauro. In quel contesto istituzionale, parlando dei ‘forti romani’, Buratti ha citato Forte Prenestino definendolo un “Esempio mirabile di spontaneismo”. Secondo Perissa, quelle frasi rischiano di far passare una lettura troppo morbida di una situazione che, invece, andrebbe affrontata con attenzione e con verifiche puntuali.
Il punto: nessuna zona grigia sulle regole
Nel suo intervento, diffuso con tanto di comunicato stampa, Perissa mette l’accento soprattutto su un aspetto: quando a parlare è un rappresentante delle istituzioni, ogni parola pesa di più. Per questo, sostiene, non si può lasciare spazio all’idea che un’occupazione o una realtà irregolare possano essere in qualche modo tollerate. Il ragionamento è semplice: se il messaggio diventa ambiguo, a indebolirsi è il principio che le regole valgono per tutti, senza eccezioni e senza scorciatoie.
Il messaggio rivolto a cittadini e attività del territorio
La critica politica si concentra anche su un altro punto molto concreto, che riguarda la vita quotidiana della città. Perissa osserva che migliaia di cittadini, commercianti e imprenditori fanno i conti ogni giorno con tasse, autorizzazioni, controlli e obblighi da rispettare. In questo quadro, aggiunge, sarebbe sbagliato trasmettere l’idea che alcune situazioni fuori norma possano essere guardate con indulgenza. Da qui la richiesta di chiarezza: prima di esprimere giudizi positivi, sostiene, servono conoscenza diretta dei fatti e verifiche serie.
Perché a Roma il tema resta esplosivo
Il caso Forte Prenestino non arriva in un momento qualsiasi. A Roma il tema delle occupazioni è da mesi uno dei punti più sensibili del confronto pubblico. Dopo il caso Askatasuna a Torino, il dossier romano è tornato sotto i riflettori e tra gli immobili più citati ci sono Spin Time, all’Esquilino, e la sede di CasaPound in via Napoleone III. Su Spin Time pesa anche una recente condanna civile a carico del Viminale per il mancato sgombero, mentre CasaPound resta da anni dentro uno scontro tra sentenze, ordine pubblico e richieste di liberare l’immobile. È dentro questo clima già teso che ogni parola delle istituzioni finisce per avere un effetto politico molto più forte.