Roma, Gualtieri perde pezzi a sinistra, il 16 ottobre parte l’autunno caldo contro il Campidoglio: nel mirino inceneritore e cemento

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Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri finisce nel mirino di una parte della sinistra: venerdì 16 ottobre, a Piramide, prenderà il via una nuova stagione di proteste contro le politiche urbanistiche e ambientali della sua amministrazione. A mobilitarsi sono associazioni, movimenti ambientalisti e comitati cittadini che contestano il consumo di suolo, i rapporti con i grandi fondi immobiliari e la mancanza di confronto con i residenti. Una contestazione politicamente delicata per il sindaco del Partito Democratico, perché arriva anche da ambienti tradizionalmente vicini al centrosinistra.

Il 16 ottobre la protesta parte da Piramide

La mobilitazione è promossa da Fridays for Future Roma, con la partecipazione di Arci Roma e di diversi comitati territoriali. Al centro delle critiche ci sono le trasformazioni urbanistiche della Capitale, i nuovi interventi edilizi e le scelte della Giunta sul verde pubblico.

I manifestanti accusano il Campidoglio di non aver contrastato sufficientemente la pressione della speculazione immobiliare e di aver lasciato troppo poco spazio alla partecipazione dei cittadini nelle decisioni che riguardano i quartieri.

Ex Mercati Generali e Montagnola: i progetti contestati

Due delle vertenze più significative riguardano gli ex Mercati Generali di Ostiense e l’ex deposito AMA alla Montagnola.

Nel primo caso, i comitati contestano il progetto di trasformazione dell’area, che comprende anche uno studentato privato da circa duemila posti letto. Nel secondo, si oppongono alla prospettiva di nuove abitazioni sull’area dell’ex deposito, in un quartiere già densamente edificato.

Per i residenti che protestano, la riqualificazione dovrebbe privilegiare parchi, servizi pubblici e spazi verdi. È proprio sul significato di rigenerazione urbana che si apre lo scontro con l’amministrazione Gualtieri.

Dallo stadio della Roma all’inceneritore di Santa Palomba

Il malcontento coinvolge anche altri due grandi progetti sostenuti dal Campidoglio: il nuovo stadio della Roma a Pietralata e il termovalorizzatore di Santa Palomba.

Sul primo fronte, i comitati sollevano questioni ambientali, di mobilità e di accessibilità dell’ospedale Pertini. Sul secondo, i gruppi contrari all’inceneritore esprimono preoccupazioni per le possibili conseguenze sulla salute e sul territorio.

Sono battaglie differenti, che trovano però un punto comune nella contestazione delle scelte dell’amministrazione comunale. Una convergenza che potrebbe rendere politicamente più incisive le mobilitazioni.

Il malumore arriva dalla stessa area politica del sindaco

Il problema più difficile per Gualtieri è proprio la provenienza delle critiche. Già nei mesi scorsi Valerio Carocci, figura di riferimento del Cinema America, aveva manifestato pubblicamente difficoltà nel sostenere il sindaco, contestando alcune decisioni della Giunta.

Anche l’ex segretario romano del PD Marco Miccoli aveva criticato il rapporto del Comune con i fondi immobiliari, parlando di una certa subordinazione agli interessi di questi ultimi, nel contesto della vicenda Spin Time.

Non si tratta dunque soltanto delle consuete contestazioni del centrodestra: ora il dissenso emerge anche da una parte del mondo progressista.

Verso le elezioni del 2027, Gualtieri rischia una frattura a sinistra

La manifestazione del 16 ottobre potrebbe essere soltanto l’inizio. Altre iniziative sono annunciate per il 21 ottobre, in occasione di un incontro all’Ara Pacis tra istituzioni e fondazioni, e per novembre.

Con le elezioni comunali del 2027 all’orizzonte, il sindaco si trova davanti a un problema politico che va oltre i singoli cantieri: ricostruire il dialogo con associazioni e cittadini che contestano il suo modello di sviluppo della Capitale.

Il paradosso per Gualtieri è evidente: un’amministrazione di centrosinistra si trova accusata, proprio da una parte della sinistra, di favorire troppo il cemento e gli interessi immobiliari. Per ora è una contestazione, non una rottura elettorale. Ma se la protesta crescerà, il rischio per il sindaco sarà quello di arrivare al voto del 2027 con una parte del proprio mondo politico apertamente contraria alle sue scelte.