Roma ha un nuovo capo provvisorio della Mobilità: arriva il ‘tutor’ dell’assessore Patanè, in carica per 3 anni
Roma ha un nuovo capo della viabilità. Non è un nuovo piano traffico. Non è una riforma della Ztl. Non è uno stop della Zona 30. È però una nomina che pesa, sul piano politico, perché cade nel settore più esplosivo della città. Il 19 marzo la Giunta Gualtieri ha dato il via libera all’incarico di Olga Lo Monaco come direttrice della Direzione Infrastrutture del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti. Resterà in carica per soli tre anni. E guadagnerà oltre 135 mila euro lordi l’anno di parte fissa.
La scelta del Campidoglio
La nomina nasce in Campidoglio su indicazione del sindaco Roberto Gualtieri, ma erano presenti in Giunta solo la vicesindaca Silvia Scozzese e gli assessori Alfonsi, Battaglia, Pratelli, Segnalini, Lucarelli e Smeriglio. Assenti, al contrario, proprio il sindaco Gualtieri e gli assessori: Onorato, Funari, Patanè, Veloccia e Zevi.
Quanto costa
Il compenso previsto è chiaro: 50.505,88 euro lordi annui di stipendio tabellare e 84.792,44 euro di retribuzione di posizione. Totale: 135.298,32 euro lordi l’anno, a cui si aggiunge la parte variabile legata ai risultati. Non una nomina simbolica, dunque, ma un incarico pesante, anche economicamente, affidato per accompagnare una fase molto delicata.
Il vero nodo politico
Il punto non è il curriculum. Il punto è il contesto. Lo Monaco arriva mentre Roma è schiacciata tra caos Ztl, Zona 30 nel centro storico, cantieri del Giubileo e polemiche infinite sulle ciclabili. Ogni scelta sulla viabilità divide. Ogni restringimento di carreggiata scatena proteste. Ogni cantiere promette un beneficio futuro ma intanto complica il presente.
Una poltrona ad alto rischio
Questa, quindi, non è una semplice nomina tecnica. È la scelta della persona che dovrà mettere ordine, o almeno provare a farlo, nel dossier più tossico del Campidoglio. A Roma il capo della mobilità non viene giudicato dalle carte. Viene giudicato dal traffico, dai ritardi e dal caos percepito ogni giorno da chi si muove in città. Ed è proprio qui che la nomina di Lo Monaco diventa una notizia politica.
cambiano, ma la linea sulla mobilità porta il nome dell’assessore Eugenio Patanè. E se Roma oggi vive sospesa tra cantieri, divieti, Zona 30 e ciclabili contestate, non basterà mettere un nuovo capo della viabilità per scaricare altrove il peso delle scelte. Perché quando una città fatica ogni giorno a muoversi, la responsabilità non è mai solo tecnica. È politica. E quella, almeno per ora, resta tutta sulle spalle di Gualtieri e Patanè.
