Roma, il box ‘insospettabile’ trasformato in caveau di droga: a Primavalle spuntano 19 kg e 42mila euro, pusher in carcere

Il materiale sequestrato dalla polizia di Roma a Primavalle - www.7colli

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Roma, su richiesta della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per un 37enne romano, indiziato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il provvedimento chiude la prima fase di un’indagine rapida e mirata che, nel quadrante nord-ovest della Capitale, ha portato al sequestro di un quantitativo rilevante di droga e di contanti, delineando un sistema di stoccaggio e distribuzione tutt’altro che improvvisato.

Il sospetto che non torna: due auto, un box e troppi movimenti

L’operazione è partita da un dettaglio apparentemente marginale, ma determinante: un via vai sospetto di due auto riconducibili all’uomo, notato dagli agenti del XIV Distretto Primavalle. I veicoli entravano e uscivano con frequenza da un’area box sotterranea di un complesso residenziale in via Mattia Battistini, peraltro lontana dalla residenza del sospettato. Una scelta logistica che, agli occhi degli investigatori, ha subito assunto il profilo di una strategia: separare luoghi, spezzare i collegamenti, ridurre le tracce e rendere più complesso ricostruire i movimenti.

L’odore tradisce la “centrale”: panetti e confezionamento sottovuoto

Dopo diverse ore di appostamento, gli investigatori si sono avvicinati al box durante la momentanea assenza dell’uomo. A far scattare l’intuizione è stato un segnale inequivocabile: l’odore acre tipico dell’hashish che filtrava dal locale. Al rientro del 37enne, la perquisizione ha confermato i sospetti: non un semplice nascondiglio, ma una centrale di stoccaggio e preparazione. La sostanza era suddivisa in panetti, pronta per la movimentazione, e affiancata da strumenti per il confezionamento sottovuoto, indicatore di un’attività organizzata e continuativa.

I numeri del sequestro: 19 chili tra cocaina, hashish e marijuana

Il bilancio dell’intervento parla di 19 chilogrammi di stupefacenti, tra cocaina, hashish e marijuana, in quantità tali da suggerire una capacità di approvvigionamento e distribuzione stabile. In termini investigativi, non si tratta di un carico “occasionale”: volumi del genere sono compatibili con un ruolo di gestione delle scorte, un anello intermedio tra la fornitura e la piazza di spaccio. Il dato, inoltre, evidenzia la pressione costante che i mercati locali della droga esercitano sui quartieri, dove la presenza di depositi strutturati diventa un moltiplicatore della domanda e dell’offerta.

Il trucco da film: il doppiofondo meccanico con combinazione segreta

Il box, però, non era l’unico tassello del sistema. Parte della cocaina è stata trovata in una delle auto, modificata per ricavare un doppiofondo meccanico sotto il sedile, azionabile tramite una combinazione segreta. È il salto di qualità che distingue l’improvvisazione dall’ingegnerizzazione del rischio: un dispositivo pensato per eludere i controlli su strada e guadagnare tempo in caso di ispezioni. Un “caveau mobile”, in sostanza, che trasforma un’auto comune in una cassaforte viaggiante destinata al trasporto discreto dello stupefacente.

Soldi e filiera: 42mila euro in cucina e l’impianto “industriale”

La perquisizione si è poi estesa all’abitazione dell’uomo, portando alla scoperta di circa 42mila euro in contanti, nascosti nello zoccolo di alluminio della cucina, oltre a un etto di hashish. In uno sgabuzzino, tra materiale di risulta, gli agenti hanno inoltre rinvenuto una macchina conta-soldi e ulteriore materiale per il confezionamento. Dettagli che raccontano una filiera con margini elevati e liquidità immediata, dove il contante diventa sia profitto sia strumento operativo. Resta fermo, in ogni caso, che per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.