Roma, il dipinto di Tiziano nascondeva un segreto da 500 anni: ora tutti potranno vederlo
Roma accoglie un capolavoro di Tiziano che, dopo oltre cinque secoli, ha svelato un segreto rimasto nascosto sotto i colori: una scritta con la firma dell’artista, la data del dipinto e il nome di chi lo commissionò. L’opera arriva alla Galleria Borghese dalla cattedrale di Treviso, dove è custodita dal Cinquecento. Da oggi, martedì 20 ottobre, sarà protagonista di una mostra straordinaria, visitabile fino all’8 dicembre 2026.
Roma, il capolavoro lascia Treviso dopo cinque secoli
Si tratta dell’Annunciazione, dipinta nel 1520 da Tiziano per la cappella Malchiostro della cattedrale trevigiana. Un’opera che raramente si allontana dalla sua collocazione originaria.
Il trasferimento a Roma è stato reso possibile dai lavori di restauro degli affreschi della cappella che normalmente la ospita.
Per alcune settimane, il dipinto sarà esposto accanto a un altro celeberrimo capolavoro dello stesso artista, Amor Sacro e Amor Profano, creando un incontro davvero insolito tra due opere nate a pochi anni di distanza.
Il restauro svela una scritta rimasta nascosta
Ma la sorpresa più interessante riguarda ciò che è riemerso durante il restauro concluso nel 2022.
Nella parte inferiore del dipinto, sul pavimento raffigurato da Tiziano, è tornata leggibile un’iscrizione che riporta il nome del pittore, l’anno 1520 e il riferimento a Broccardo Malchiostro, il canonico che aveva finanziato l’opera.
Un dettaglio fondamentale per ricostruirne la storia, che ha restituito informazioni preziose dopo secoli di interventi e alterazioni.
Il potente canonico che volle entrare nel dipinto
La vicenda nasconde anche un personaggio curioso. Broccardo Malchiostro non si limitò a pagare il capolavoro: volle essere raffigurato al suo interno.
Tiziano lo dipinse inginocchiato sullo sfondo, accanto alla scena dell’Annunciazione, inserendo anche il suo stemma.
La figura del canonico, protagonista di forti contrasti nella Treviso dell’epoca, venne successivamente imbrattata. Le indagini condotte sull’opera hanno confermato che il suo ritratto appartiene alla composizione originale.
L’angelo con tre gambe e gli altri dettagli nascosti
E le sorprese non finiscono qui. Osservando attentamente l’angelo dell’Annunciazione si nota un particolare insolito: sembra avere tre gambe. Una curiosità legata alle modifiche subite dal dipinto nel corso della sua lunga storia.
Il restauro ha inoltre riportato in evidenza un rilievo ispirato al mito di Amore e Psiche, nascosto tra le architetture della scena.
Dettagli che mostrano quanto Tiziano avesse disseminato il dipinto di riferimenti e significati non immediatamente riconoscibili.
Galleria Borghese, come visitare il capolavoro
La mostra, intitolata Tiziano. Dialoghi tra Sacro e Profano, è visitabile alla Galleria Borghese, in piazzale Scipione Borghese 5, dal 20 ottobre all’8 dicembre 2026.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 17.45. La prenotazione è obbligatoria e la mostra è compresa nel percorso museale, con biglietto d’ingresso a pagamento.
L’iniziativa celebra anche i 450 anni dalla morte di Tiziano, avvenuta nel 1576.
Un’occasione particolare per osservare da vicino non soltanto uno dei grandi capolavori del Rinascimento, ma anche i piccoli indizi che, dopo cinquecento anni, continuano a raccontarne la storia.